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Amavo molto passeggiare lungo le spiagge solitarie della mia Toscana
che
costeggiano pinete selvagge. Mentre cammini vedi
la gente rarefarsi, non piu' famiglie con bambini, non piu' partite a
racchettoni. Solo tedesche in topless che si abbronzano immobili,
gruppi di
finocchi fiorentini nascosti fra le frasche he ridacchiano
sbirciandoti,
pescatori sonnecchianti, naturisti
e pochi altri.
Mentre passavo di fronte a una coppia nuda al sole sul bagnasciuga mi
sento
chiamare
"ehi tu, sai mica che ore si sono fatte"
"sono già le sei, arrivederci" "senti senti, scusami se interrompo la
tua
passeggiata, mica sei di fretta?
sai mica se si puo' attraversare la pineta e raggiungere la strada
senza
rifare tutto il giro fino agli ombrelloni egli stabilimenti?"
Un po' seccato mi avvicino a lui che rimane sdraiato a gambe
mezze large ad abbronzarsi pure le palle. Quanto odio parlare
alle persone nude...dato che non fisso la gente in continuazione negli
occhi, lo sguardo gira e inevitabilmente cade sugli attributi
penzolanti - e
lui risponde con risolini di imbarazzo. Per non pensare allo sguardo
che mi
cadeva sul culo giunonico e abbronzato della sua donna sdraiata con la
pancia sulla sabbia, apparentemente addormentata.
"sei del posto? non mi indicheresti dove comincia il sentiero,
questa pineta sembra una selva dantesca"
Non so dire di no, e quindi ci avviammo dal bagnasciuga alle dune di
sabbia
fino ai margini della pineta, camminando sulla sabbia che ancora
scottava le
piante dei piedi, io davanti lui dietro
"Ecco guardi, dovrebbe proseguire da quella parte non si puo'
sbagl...ma che cazzo sta facendo...?"
mi sentii infilare una mano ruvida dentro in costume che mi palpava le
natiche e si infilava alla ricerca del mio buco.
"...mi lasci..."
ma con uno sgambetto mi butta a terra
e si siede a cavalcioni su di me bloccandomi le braccia. Avvicina a me
la
faccia, mi guarda con occhi di fuoco
e senza neanche parlarmi, avvicina le labbra alla mia bocca
ansimante e ne approfitta per infilarci la sua lingua alla ricerca
della
mia.
Avrei potuto staccargliela con un morso,
ma cedetti di fronte alla sua sicurezza, una lingua enorme,
che cercava senza fretta la mia. Risposi, incrociando
la mia con la sua. Sentivo gia' il peso del suo cazzo duro
sulla mia pancia.
"ma ...sua... moglie?"
riuscii a dire a malapena
"E' li' che ci guarda, non la vedi?"
Ci aveva seguito da lontano, ora era li' in silenzio appoggiata nuda al
tronco di un pino, con le tette marmoree
che sfidavano la gravità come due mongolfiere.
"L'hai fatto di nuovo? - disse lei - ma tu non chiedi mai il permesso?
Come
vedi a mio marito piacciono anche i bei ragazzi. Ma non posso
lamentarmi,
anzi ci sono anche bei vantaggi...capisci no? non ti sembra un bel
vantaggio
anche a te? perche' mi guardi attonito? No, non ho sposato un frocio, è
colpa mia, è colpa mia se ha scoperto nuovi
orizzonti sessuali"
rise.
"non avrei mai pensato fosse possibile in tanti anni di vita assieme.
Ma un
giorno si infilo' con la testa sotto il letto per cercare qualcosa che
gli
era caduto. Era li' con il suo culo nudo all'insu' e gli attributi a
penzoloni e mi dico: ora gli faccio uno spregio e vendico tutte le
donne a
cui ha deflorato il culo. io prima di tutte! mi butto in ginocchio fra
le
sue gambe e gli afferro con forza la base dello scroto.
Dovevi sentirlo! Bestemmiava come un turco e minacciava pure di
buttarmi
fuori di casa: ma fermo e immobile! ci tiene ai suoi coglioni, sai?
Che
cazzo vuoi fare? disse. io me la ridevo di piacere. Gli sputai fra le
chiappe come faceva
quando mi stava per inculare - deve averlo visto fare in
qualche squallido fumetto" "ma se godevi come una porca
quando ti inculavo, e poi altro che deflorare, chissa quanti te ne sei
presi" "e' una questione di principio, il culo è mio in ogni caso.
comunque,
incominciai a infilargli un dito nel culo mentre continuava a
minacciarmi.
Faceva pure ostruzionismo: stringeva tanto che mi faceva gia' male il
dito,
anzi erano gia' due, vero tesoro? Che mi restava da
fare? frugai nel cassetto del comodino alla ricerca del vibratore che
usava
su di me fra un orgasmo e l'altro. Io sono difficile da soddisfare,
sai?, e
mio marito un po' lento a riprendersi dopo una sborrata. Lecco il dildo
bene
bene - volevo solo divertirmi non fargli del male al mio uomo - e...
Nooo fu
l'ultima parola che disse.
Poi una volta accesso l'interruttore del
vibratore divento' un'agnellino. non ci volle molto a diventare duro"
"sai
la prostata è sensibile negli uomini" "si, si, ti piaceva e basta, non
metterti a fare l'andrologo. finimmo in un amplesso che lui aveva
ancora il
vibratore accesso nel culo. mi sa che scaricammo le pile...
Capisci ora il mio amore come mai è cosi' perverso. Da allora
possiamo dividerci anche un cazzo, come il tuo ad esempio"
e mentre lui mi abbassava il costume che conteneva gia' il cazzo
indurito
lei mi si sedette sulla faccia bloccandomi le braccia con le gambe.
Chiusi
gli occhi e mi misi a leccarle
la fica sudata dal sole che sapeva di salmastro. Loro in due sul mio
uccello se lo contendevano cercando ognuno un lato diverso. Li
distinguevo
solo perche' la lingua di lei andava
al ritmo della mia. finche' si distribuirono i compiti: lui mi leccava
le
palle cercando di insinuarsi nel culo. Lei andava
su e giu' infoiata dal mio lavorio sul suo clitoride.
Chiaramente non ero libero di sborrare, ma lo feci lo stesso...
"stupido! - disse lei - chi ti ha detto che finiva qua! hai
rovinato il pomeriggio"
"che coglione - disse lui"
"andiamo avanti" dissi io ancora sotto la sua fica
"ma dove vuoi andare con questo straccetto"
"ANDIAMO AVANTI"
"ma tornatene a casa dalla fidanzatina va'! vediamo cosa ti dice"
"inculatemi" supplicai
"beh', se la metti cosi'..." lui si tolse da sopra di me,
lei seduta a gambe larghe si appoggio' ad un pino
"girati" ordinarono
Mi misi a 4 zampe con la faccia fra le sue grandi tette. con una mano
mi
carezzava i capelli e con l'altra si stuzzicava la fica con un mazzetto
di
aghi di pino. Lui invece dietro,
come da copione mi sputo' fra le chiappe ed avvicino' il cazzo
diritto. Senza fermarsi lo infilo' fino in fondo. La mia carne
si apri' piano piano facendo dolcemente resistenza come
al fica di una donna non ancora bagnata. Sentii la sua carne
dentro la mia, il suo potere su di me, la sua voglia di godere
libero dalla preoccupazione di soddisfare una donna.
Mi sentivo riempire e svuotare ritmicamente, sentii il suo cazzo
crescere di
voglia, gonfiarsi la cappella.
Sentii lo sperma caldo spruzzare ritmicamente dentro di me.
Piangevo silenziosamente fra le tette di lei, ma avevo il cazzo duro
come
non mai. Appena lui si ribalto' esausto
la feci sdraiare e mi chinai su di lei.
Il cazzo trovo' la sua
strada da solo.
Quando tutti ebbero la loro parte di piacere mi allontanai da solo nella pineta
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