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Pat & Stefy
cplombarda

RACCONTI EROTICI

La Pineta
by Mr. G

 

Amavo molto passeggiare lungo le spiagge solitarie della mia Toscana che costeggiano pinete selvagge. Mentre cammini vedi la gente rarefarsi, non piu' famiglie con bambini, non piu' partite a racchettoni. Solo tedesche in topless che si abbronzano immobili, gruppi di finocchi fiorentini nascosti fra le frasche he ridacchiano sbirciandoti, pescatori sonnecchianti, naturisti e pochi altri.
Mentre passavo di fronte a una coppia nuda al sole sul bagnasciuga mi sento chiamare
"ehi tu, sai mica che ore si sono fatte"
"sono già le sei, arrivederci" "senti senti, scusami se interrompo la tua passeggiata, mica sei di fretta? sai mica se si puo' attraversare la pineta e raggiungere la strada senza rifare tutto il giro fino agli ombrelloni egli stabilimenti?"
Un po' seccato mi avvicino a lui che rimane sdraiato a gambe mezze large ad abbronzarsi pure le palle. Quanto odio parlare alle persone nude...dato che non fisso la gente in continuazione negli occhi, lo sguardo gira e inevitabilmente cade sugli attributi penzolanti - e lui risponde con risolini di imbarazzo. Per non pensare allo sguardo che mi cadeva sul culo giunonico e abbronzato della sua donna sdraiata con la pancia sulla sabbia, apparentemente addormentata.
"sei del posto? non mi indicheresti dove comincia il sentiero, questa pineta sembra una selva dantesca"
Non so dire di no, e quindi ci avviammo dal bagnasciuga alle dune di sabbia fino ai margini della pineta, camminando sulla sabbia che ancora scottava le piante dei piedi, io davanti lui dietro
"Ecco guardi, dovrebbe proseguire da quella parte non si puo' sbagl...ma che cazzo sta facendo...?"
mi sentii infilare una mano ruvida dentro in costume che mi palpava le natiche e si infilava alla ricerca del mio buco.
"...mi lasci..." ma con uno sgambetto mi butta a terra e si siede a cavalcioni su di me bloccandomi le braccia. Avvicina a me la faccia, mi guarda con occhi di fuoco e senza neanche parlarmi, avvicina le labbra alla mia bocca ansimante e ne approfitta per infilarci la sua lingua alla ricerca della mia.
Avrei potuto staccargliela con un morso, ma cedetti di fronte alla sua sicurezza, una lingua enorme, che cercava senza fretta la mia. Risposi, incrociando la mia con la sua. Sentivo gia' il peso del suo cazzo duro sulla mia pancia.
"ma ...sua... moglie?" riuscii a dire a malapena
"E' li' che ci guarda, non la vedi?"
Ci aveva seguito da lontano, ora era li' in silenzio appoggiata nuda al tronco di un pino, con le tette marmoree che sfidavano la gravità come due mongolfiere.
"L'hai fatto di nuovo? - disse lei - ma tu non chiedi mai il permesso? Come vedi a mio marito piacciono anche i bei ragazzi. Ma non posso lamentarmi, anzi ci sono anche bei vantaggi...capisci no? non ti sembra un bel vantaggio anche a te? perche' mi guardi attonito? No, non ho sposato un frocio, è colpa mia, è colpa mia se ha scoperto nuovi orizzonti sessuali" rise.
"non avrei mai pensato fosse possibile in tanti anni di vita assieme. Ma un giorno si infilo' con la testa sotto il letto per cercare qualcosa che gli era caduto. Era li' con il suo culo nudo all'insu' e gli attributi a penzoloni e mi dico: ora gli faccio uno spregio e vendico tutte le donne a cui ha deflorato il culo. io prima di tutte! mi butto in ginocchio fra le sue gambe e gli afferro con forza la base dello scroto.
Dovevi sentirlo! Bestemmiava come un turco e minacciava pure di buttarmi fuori di casa: ma fermo e immobile! ci tiene ai suoi coglioni, sai?
Che cazzo vuoi fare? disse. io me la ridevo di piacere. Gli sputai fra le chiappe come faceva quando mi stava per inculare - deve averlo visto fare in qualche squallido fumetto" "ma se godevi come una porca quando ti inculavo, e poi altro che deflorare, chissa quanti te ne sei presi" "e' una questione di principio, il culo è mio in ogni caso. comunque, incominciai a infilargli un dito nel culo mentre continuava a minacciarmi.
Faceva pure ostruzionismo: stringeva tanto che mi faceva gia' male il dito, anzi erano gia' due, vero tesoro? Che mi restava da fare? frugai nel cassetto del comodino alla ricerca del vibratore che usava
su di me fra un orgasmo e l'altro. Io sono difficile da soddisfare, sai?, e mio marito un po' lento a riprendersi dopo una sborrata. Lecco il dildo bene bene - volevo solo divertirmi non fargli del male al mio uomo - e... Nooo fu l'ultima parola che disse.
Poi una volta accesso l'interruttore del vibratore divento' un'agnellino. non ci volle molto a diventare duro" "sai la prostata è sensibile negli uomini" "si, si, ti piaceva e basta, non metterti a fare l'andrologo. finimmo in un amplesso che lui aveva ancora il vibratore accesso nel culo. mi sa che scaricammo le pile...
Capisci ora il mio amore come mai è cosi' perverso. Da allora possiamo dividerci anche un cazzo, come il tuo ad esempio"
e mentre lui mi abbassava il costume che conteneva gia' il cazzo indurito lei mi si sedette sulla faccia bloccandomi le braccia con le gambe.
Chiusi gli occhi e mi misi a leccarle la fica sudata dal sole che sapeva di salmastro. Loro in due sul mio
uccello se lo contendevano cercando ognuno un lato diverso. Li distinguevo solo perche' la lingua di lei andava al ritmo della mia. finche' si distribuirono i compiti: lui mi leccava le palle cercando di insinuarsi nel culo. Lei andava su e giu' infoiata dal mio lavorio sul suo clitoride.
Chiaramente non ero libero di sborrare, ma lo feci lo stesso...
"stupido! - disse lei - chi ti ha detto che finiva qua! hai rovinato il pomeriggio"
"che coglione - disse lui"
"andiamo avanti" dissi io ancora sotto la sua fica
"ma dove vuoi andare con questo straccetto"
"ANDIAMO AVANTI"
"ma tornatene a casa dalla fidanzatina va'! vediamo cosa ti dice"
"inculatemi" supplicai
"beh', se la metti cosi'..." lui si tolse da sopra di me, lei seduta a gambe larghe si appoggio' ad un pino
"girati" ordinarono
Mi misi a 4 zampe con la faccia fra le sue grandi tette. con una mano mi carezzava i capelli e con l'altra si stuzzicava la fica con un mazzetto di aghi di pino. Lui invece dietro, come da copione mi sputo' fra le chiappe ed avvicino' il cazzo diritto. Senza fermarsi lo infilo' fino in fondo. La mia carne si apri' piano piano facendo dolcemente resistenza come al fica di una donna non ancora bagnata. Sentii la sua carne dentro la mia, il suo potere su di me, la sua voglia di godere libero dalla preoccupazione di soddisfare una donna.
Mi sentivo riempire e svuotare ritmicamente, sentii il suo cazzo crescere di voglia, gonfiarsi la cappella.
Sentii lo sperma caldo spruzzare ritmicamente dentro di me.
Piangevo silenziosamente fra le tette di lei, ma avevo il cazzo duro come non mai. Appena lui si ribalto' esausto la feci sdraiare e mi chinai su di lei.
Il cazzo trovo' la sua strada da solo.

Quando tutti ebbero la loro parte di piacere mi allontanai da solo nella pineta

 

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