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Pat & Stefy
cplombarda

RACCONTI EROTICI

La trama della tela
(prima parte)

by Mr. G

 

Mi chiamo' al telefono trafelato "sei il mio migliore amico, devo parlarti, vediamoci al pub"
"piantala, ma se non ci sentiamo da anni, dimmi cosa vuoi e non farmi perdere tempo!"
"No sono serio ti devo parlare della mia vita, ho davvero bisogno di vederti. E poi non c'e' neanche la partita stasera, dai..."

Si fece pure aspettare al pub ma forse la sua storia di passione sconsiderata meritava davvero un ascoltatore.
"Ero innamorato pazzo di Valeria, ogni giorno in ufficio non lavoravo: guardavo lei quando era alla scrivania, se no stavo a sognarla. Pero' mi conosci, con le donne ci so fare"
"infatti mi meraviglio che questa storia non sia finita come al solito..."
"magari. Dai e dai la convinsi ad invitarmi a casa sua una sera che il marito era fuori"
"e dove è il problema?"
"sentii il rumore dei suoi tacchi avvicinarsi alla porta per aprirmi, mi scoppiava il cuore"
"e scommetto non solo quello..."
"era eccitantissima, mi apri' in pantaloni neri attillatissimi e camicetta bianca scollata. Gli occhi azzurri ridevano a vedermi, e i seni piccoli e ben scolpiti erano dritti e preannunciavano una buona conclusione di serata. Ma non tutto è semplice nella vita.
Ho parlato con Corrado - disse. Corrado chi??? Mio marito. Tu sei pazza!
Non l'ho mai tradito, non potevo fargli questo - disse"
"E non poteva dirtelo al telefono sta' stronza? farti pure venire li'. Pero' tu te la prendi un po' troppo.
Mi hai fatto venire qui per dire solo questo?" "Non è finita li'.
Valeria mi dice scuotendo innocente il caschetto di capelli neri: mio marito è molto comprensivo, vuole essere a casa quando verrai tu."
"Sposata con un guardone impotente? Povera ragazza..."
"Macche', non voleva guardare, sarebbe stato nel suo studio a lavorare. Hanno una grande casa, non ci sarebbero state interferenze. Dato che mi piace prendere per il culo la gente la cosa mi intrigava"
bravo strozo! non cambi mai"
"aspetta, aspetta... Arriva il gran giorno, vado a casa loro con tanto di cioccolatini"
"sei nato proprio bastardo" "Entro dicendo: Allora mi presenti il corn...Lei spendida come sempre mi dice interrompendomi: Giulio, caro, è tutto da rifare, Corrado non c'e'. Ma ti devo parlare..."
"Di nuovo! qui la questione è complicata..."
"Il bastardo non ci stava a farsi cornificare come un uomo comune: adesso rilanciava e voleva il mio
culo...uno scambio alla pari diceva"
quasi mi ando' di traverso la birra che stavo bevendo, ma Giulio era serissimo e continuo': "dissi: ok colleghi come prima ci vediamo domani in ufficio. Girai i tacchi e me ne andai incazzato come una bestia"
"passato la notte a cerca di altre donne spero..."
"Quella era la mia intenzione, ma appena attaccavo bottone in discoteca si accorgevano subito che pensavo ad altro: le donne hanno le antenne"
"e in ufficio?"
"la stronza mi guardava sdegnata: ero io ad averle fatto un torto, ad averla rifiutata al primo ostacolo. E mi passava davanti senza guardarmi ondeggiando sui suoi tacchi con il suo culo splendido. Giorno dopo giorno mi sembrava di impazzire"
"non mi dire che hai cambiato lavoro per questo. No? No... non lo voglio sapere. Dai Giulio ci sono donne per tutti, mica ti sarai fissato su questa Valeria"
"non mi puoi capire, era una ossessione. Tutti i giorni il suo profumo, le sue gambe, le sue tette i suoi occhi azzurri pieni di disprezzo..."
"Senti è tardi, vado a casa, non mi interessano le tue perversioni"
"sei l'unico che mi puo' capire"
"cosa insinui..."
"ma no, piantala, sei l'unico che non mi sfotterebbe per il resto della vita"
"non ci giurerei, continui a tuo rischio. Ma con tutte le amiche che hai non potevi confidarti con loro"
"un banda di stronze. La prima mi ha adottato come amico gay, è trendy sai?"
"se vuoi ti nomino amico gay..." "un'altra è corsa a raccontarlo al marito, la terza voleva portarmi dal marito. Non sai quanta gente perversa c'e' in giro"
"senti chi parla!"
"Per raggiungere uno scopo non mi faccio scrupoli, il problema era piu' fisico che morale. Allora feci delle prove ..."
"salta la parte sui trans, grazie"
"ma no che hai capito...comunque non è tremendo come sembra..."
"mi fido del tuo giudizio, ma procedi"
"le mandai una mail dicendo quanto la desideravo"
"bravo, amore nel XXI secolo"
"non mi prendere per il culo, bell'amico. Non mi aspettavo risposte, ma subito lei fa reply dicendo: le condizioni non sono cambiate.
Accetto, risposi.
E lei: Vieni domani"
"Al marito piacevi proprio..."
"ma se non mi aveva mai visto"
"ti apriì lui?"
"no Valeria con i suoi tacchi: bacio, moine, si struscia, ma lo fai per me, allora mi vuoi davvero, sei unico al mondo... ma poi mi prende per mano e mi porta in camera. Il bastardo era già nudo in poltrona, leggeva il Corriere bevendosi un brandy d'annata..."
"Almeno è una persona raffinata, non sei contento?"
"Valeria come se fosse in camera da sola comincia a spogliarsi: si toglie la gonna, la camicetta, la lingerie, la collana, rimane solo con i suoi
inseparabili tacchi. Io mi ero gia' dimenticato di tutto, stavo per saltarle addosso alle spalle, tirarmi giu' i pantaloni e..."
"...invece..."
"Valeria lei la conosce - dice il bastardo - tesse la sua tela di ragno e se uno sfortunato ci cade dentro non le sfugge piu'. Anche io sono nella tela
ma ho imparato a sopravvivere. E questa volta se vuole soddisfare le sue voglie carnivore deve dare qualcosa anche a me.
Si' caro ti ho gia' detto che siamo tutti d'accordo - replica Valeria.
E lui: non faccia quella faccia: Valeria è una risorsa da condividere, non un giocattolo da godersi da solo. E' una questione di realismo. Spero lei
sia determinato: vediamo se la vuole davvero: costa cara. Diciamo che lo faccio per Valeria - concluse ridendo il bastardo.
Fottiti - risposi"
"non mi sembra una buona replica..."
"Valeria era quasi commossa. Ma per aiutarmi si mise fra le gambe di lui e si imbocco' il cazzo del marito come se niente fosse. La mia speranza
che fosse un bluff di un guardone impotente fini' presto. Valeria presto si trovo' a succhiare una discreta mazza con due coglioni pesanti"
"ti restava la speranza di una eiaculazione precoce..."
"Mi aggrappavo a ogni speranza, mi spogliai, ma nessuno mi guardava, lui con il suo brandy, lei con il suo arnese. Mi ritrovai li' solo con il
cazzo gia' in tiro, per fortuna Valeria mi fa': che aspetti vieni qua!"
"per fortuna?!"
"non attaccarti alle parole"
"io mi attacco alle parole ma tu ti stavi per attaccare al suo cazzo..."
"mi misi accanto a Valeria, che si tolse il cazzo di bocca e me lo porse. Tu non sai, ma a vedersi un cazzo di fronte, da una prospettiva
diversa: se te lo vedi fra le gambe è diverso, ma li' di fronte gonfio, potente, immobile. E' forte essere uomini! ecco perche' le donne passano il tempo a ciucciartelo! Una potenza!"
"tanto non mi convinci vai avanti ti prego che è tardi"
"La mia speranza era che si smosciasse... ma duro' poco, se ne stava con la testa reclinata all'indietro con un sorriso strafottente, e niente, la mazza rimaneva sempre li' immobile. Allora passo al piano B"
"ci vuole sempre un piano B! dimmi che hai fatto"
"mi sono dato da fare, cosi' veniva subito e mi salvavo il culo"
"oh, gesu', sei proprio perso. non ti ci vuole un amico ma uno psicologo!"
"no mi sento gia' meglio, e non siamo neanche all'inizio"
"immagino tu avessi fatto le prove anche sull'ingoio..."
"si..no..piantala stronzo!"
"se vuoi me ne vado" "no, no, aspetta: Lei si mette dritta con i tacchi sui braccioli della poltrona, oscenamente aperta davanti e di dietro, a farsi leccare la passera - rosa e depilata, te l'ho detto?"
"basta con i particolari, vai avanti"
"si ma io li sotto a succhiare potevo sbirciare la lingua che entrava fra le labbra e cercava il suo culo. Dal piacere lei barcolla, i tacchi mi si
piantano sulle spalle, sulle mani. E io li', succhia succhia che lui viene e comincia il vero gioco"
"E viene?"
"macche', un manico di zappa bagnato solo della mia saliva. Mi consolavo solo al pensiero che lui cosi' mi non guardava, tutto preso a
leccarsi la fica che poi toccava a me fottere davvero. Lei è gentile in fondo no?"
"io aspetto la fine della storia a dirlo"
"Puoi dirlo! lei si gira al contrario e si accuccia per farsi palpare le tette da lui, allargando oscenamente e ancora piu' oscenamente le gambe fino a che la fica mi si trova palpitante di fronte fradicia di saliva con il clitoride che cerca la mia lingua"
"E tu?" "E io succhio, succhio, stringo gli occhi per non vedere. Ma a che serve? con l'afrore della fica mi soffoca: mi sento scoppiare le tempie. Capisco che è il momento di farla finita, mi stacco dal cazzo di marmo caldo e a tutta bocca mi butto sulla fica. Ora si ficcherà il cazzo di suo
marito nella pancia aperta - mi dico - ma almeno finisco questa parodia. Anzi, aiutiamoli: afferro la mazza e gliela punto alla fica mentre le succhio a bocca aperta tutto il sapore che posso"
"E te ne sei andato cosi'? tutto qua?"
"No, il bastardo non ci sta. Si alza di scatto rovesciando la poltrona scaraventandoci a terra nudi e impotenti. Urla che un contratto è un contratto e che va rispettato. Non faccio in tempo a replicare che Valeria, isterica, mi urla che non sono un uomo, che non l'ho mai desirata davvero, di non farmi piu' vedere"
"e tu te ne sei andato lo stesso vero"
"non mi conosci, mi sono sentito sfidato, ho pensato al giorno dopo in ufficio che mi voltava le spalle...e poi anch'io ho un mio senso dell'onore" "ma piantala"
"ti giuro..."
"vai avanti che mi vien da ridere"
"lo sfido: come fai ad incularmi con questo coso moscio - dico. Pensa al tuo straccetto mi risponde Valeria - offesa di lesa maestà"
"insomma la tua dignità era ormai al minimo"
"mi vergogno a dirlo ma sono andato avanti."
"Era li' in piedi davanti a me con il cazzo moscio. non potevo mica imboccarmelo cosi': ho deciso di smanacciarlo un po'"
"sei pazzo... Hai applicato il piano B data la tua lunga esperienza in materia..."
"fottiti"
"e mentre quello riprendeva vigore Valeria si era messa dietro di me, mi massaggiava i coglioni gonfi, passava un dito bagnato sul mio culo, si lanciava in un bacio negro appassionato...Gia' incominciavo a prenderci gusto e per tirarla alle lunghe mi riattaccai al cazzo di Corrado"
"ormai vi davate del tu..."

(Continua)

 

ATTENZIONE: IL PRESENTE TESTO E' DI PROPRIETA' DELL'AUTORE. E' VIETATO RIPRODURRE L'OPERA SIA IN PARTE CHE TOTALMENTE.
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