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Mi chiamo' al telefono trafelato "sei il mio migliore amico, devo
parlarti,
vediamoci al pub"
"piantala, ma se non ci sentiamo da anni, dimmi cosa
vuoi
e non farmi perdere tempo!"
"No sono serio ti devo parlare della mia
vita,
ho davvero bisogno di vederti.
E poi non c'e' neanche la partita stasera, dai..."
Si fece pure aspettare al pub ma forse la sua storia di passione
sconsiderata meritava
davvero un ascoltatore.
"Ero innamorato pazzo di Valeria, ogni giorno in ufficio non lavoravo:
guardavo lei
quando era alla scrivania, se no stavo a sognarla. Pero' mi conosci,
con le
donne ci
so fare"
"infatti mi meraviglio che questa storia non sia finita come
al
solito..."
"magari. Dai e dai la convinsi ad invitarmi a casa sua una sera che il
marito era
fuori"
"e dove è il problema?"
"sentii il rumore dei suoi tacchi
avvicinarsi
alla porta per aprirmi, mi scoppiava il cuore"
"e scommetto non solo
quello..."
"era
eccitantissima, mi apri' in pantaloni neri attillatissimi e camicetta
bianca
scollata.
Gli occhi azzurri ridevano a vedermi, e i seni piccoli e ben scolpiti
erano
dritti e
preannunciavano una buona conclusione di serata. Ma non tutto è
semplice
nella vita.
Ho parlato con Corrado - disse. Corrado chi??? Mio marito.
Tu
sei pazza!
Non l'ho mai tradito, non potevo fargli questo - disse"
"E non poteva
dirtelo al
telefono sta' stronza? farti pure venire li'. Pero' tu te la prendi un
po'
troppo.
Mi hai fatto venire qui per dire solo questo?" "Non è finita li'.
Valeria mi
dice
scuotendo innocente il caschetto di capelli neri: mio marito è molto
comprensivo,
vuole essere a casa quando verrai tu."
"Sposata con un guardone
impotente?
Povera
ragazza..."
"Macche', non voleva guardare, sarebbe stato nel suo studio
a
lavorare.
Hanno una grande casa, non ci sarebbero state interferenze. Dato che mi
piace prendere
per il culo la gente la cosa mi intrigava"
bravo strozo! non cambi
mai"
"aspetta,
aspetta... Arriva il gran giorno, vado a casa loro con tanto di
cioccolatini"
"sei
nato proprio bastardo"
"Entro dicendo: Allora mi presenti il corn...Lei
spendida come
sempre mi dice interrompendomi: Giulio, caro, è tutto da rifare,
Corrado non
c'e'. Ma ti devo parlare..."
"Di nuovo! qui la questione è
complicata..."
"Il bastardo non ci stava a farsi cornificare come un uomo comune:
adesso
rilanciava e voleva il mio
culo...uno scambio alla pari diceva"
quasi mi ando' di traverso la birra che stavo bevendo, ma Giulio era
serissimo e
continuo': "dissi: ok colleghi come prima ci vediamo domani in ufficio.
Girai i tacchi e me ne andai incazzato come una bestia"
"passato la
notte a
cerca di altre donne spero..."
"Quella era la mia intenzione, ma appena
attaccavo bottone in discoteca si
accorgevano subito che pensavo ad altro: le donne hanno le antenne"
"e
in
ufficio?"
"la stronza
mi guardava sdegnata: ero io ad averle fatto un torto, ad averla
rifiutata
al primo
ostacolo. E mi passava davanti senza guardarmi ondeggiando sui suoi
tacchi
con il suo
culo splendido. Giorno dopo giorno mi sembrava di impazzire"
"non mi
dire
che
hai cambiato lavoro per questo. No?
No... non lo voglio sapere. Dai
Giulio
ci sono
donne per tutti, mica ti sarai fissato su questa Valeria"
"non mi puoi
capire, era una
ossessione. Tutti i giorni il suo profumo, le sue gambe, le sue tette
i
suoi occhi
azzurri pieni di disprezzo..."
"Senti è tardi, vado a casa, non mi
interessano le tue
perversioni"
"sei l'unico che mi puo' capire"
"cosa insinui..."
"ma no,
piantala,
sei l'unico che non mi sfotterebbe per il resto della vita"
"non ci
giurerei,
continui a tuo rischio. Ma con tutte le amiche che hai non potevi
confidarti
con loro"
"un banda di stronze. La prima mi ha adottato come amico gay, è trendy
sai?"
"se vuoi ti nomino amico gay..." "un'altra è corsa a raccontarlo al marito, la terza voleva portarmi dal marito.
Non
sai
quanta gente perversa c'e' in giro"
"senti chi parla!"
"Per raggiungere uno scopo non mi faccio scrupoli, il problema era piu'
fisico che
morale. Allora feci delle prove ..."
"salta la parte sui trans, grazie"
"ma
no
che hai capito...comunque non è tremendo come sembra..."
"mi fido del
tuo
giudizio,
ma procedi"
"le mandai una mail dicendo quanto la desideravo"
"bravo,
amore
nel XXI
secolo"
"non mi prendere per il culo, bell'amico. Non mi aspettavo
risposte,
ma subito
lei fa reply dicendo: le condizioni non sono cambiate.
Accetto,
risposi.
E
lei: Vieni
domani"
"Al marito piacevi proprio..."
"ma se non mi aveva mai visto"
"ti
apriì lui?"
"no Valeria con i suoi tacchi: bacio, moine, si struscia, ma lo fai per
me,
allora mi
vuoi davvero, sei unico al mondo... ma poi mi prende per mano e mi
porta in
camera.
Il bastardo era già nudo in poltrona, leggeva il Corriere bevendosi un
brandy
d'annata..."
"Almeno è una persona raffinata, non sei contento?"
"Valeria come se fosse in camera da sola comincia a spogliarsi: si
toglie la
gonna,
la camicetta, la lingerie, la collana, rimane solo con i suoi
inseparabili
tacchi.
Io mi ero gia' dimenticato di tutto, stavo per saltarle addosso alle
spalle,
tirarmi giu' i pantaloni e..."
"...invece..."
"Valeria lei la conosce - dice il bastardo - tesse la sua tela di ragno
e se
uno
sfortunato ci cade dentro non le sfugge piu'. Anche io sono nella tela
ma ho
imparato
a sopravvivere. E questa volta se vuole soddisfare le sue voglie
carnivore
deve dare
qualcosa anche a me.
Si' caro ti ho gia' detto che siamo tutti
d'accordo -
replica
Valeria.
E lui: non faccia quella faccia: Valeria è una risorsa da
condividere, non un
giocattolo da godersi da solo. E' una questione di realismo. Spero lei
sia
determinato: vediamo se la vuole davvero: costa cara. Diciamo che lo
faccio
per
Valeria - concluse ridendo il bastardo.
Fottiti - risposi"
"non mi
sembra
una buona
replica..."
"Valeria era quasi commossa. Ma per aiutarmi si mise fra le
gambe di lui e
si imbocco' il cazzo del marito come se niente fosse. La mia speranza
che
fosse un
bluff di un guardone impotente fini' presto. Valeria presto si trovo' a
succhiare una
discreta mazza con due coglioni pesanti"
"ti restava la speranza di una
eiaculazione
precoce..."
"Mi aggrappavo a ogni speranza, mi spogliai, ma nessuno mi
guardava, lui
con il suo brandy, lei con il suo arnese. Mi ritrovai li' solo con il
cazzo
gia' in
tiro, per fortuna Valeria mi fa': che aspetti vieni qua!"
"per
fortuna?!"
"non
attaccarti alle parole"
"io mi attacco alle parole ma tu ti stavi per
attaccare al suo
cazzo..."
"mi misi accanto a Valeria, che si tolse il cazzo di bocca e
me lo
porse.
Tu non sai, ma a vedersi un cazzo di fronte, da una prospettiva
diversa: se
te lo vedi
fra le gambe è diverso, ma li' di fronte gonfio, potente, immobile. E'
forte
essere uomini! ecco perche' le donne passano il tempo a ciucciartelo!
Una potenza!"
"tanto non mi convinci vai avanti ti prego che è tardi"
"La mia speranza era che si smosciasse... ma duro' poco, se ne stava
con la
testa
reclinata all'indietro con un sorriso strafottente, e niente, la mazza
rimaneva sempre
li' immobile. Allora passo al piano B"
"ci vuole sempre un piano B!
dimmi
che
hai fatto"
"mi sono dato da fare, cosi' veniva subito e mi salvavo il
culo"
"oh, gesu', sei proprio perso. non ti ci vuole un amico ma uno
psicologo!"
"no mi sento gia' meglio, e non siamo neanche all'inizio"
"immagino tu avessi fatto le prove anche sull'ingoio..."
"si..no..piantala
stronzo!"
"se vuoi me ne vado" "no, no, aspetta:
Lei si mette dritta con i tacchi sui braccioli della poltrona,
oscenamente aperta davanti e di dietro, a farsi leccare la passera
- rosa e depilata, te l'ho detto?"
"basta con i particolari,
vai avanti"
"si ma io li sotto a succhiare potevo sbirciare la lingua
che
entrava fra
le labbra e cercava il suo culo. Dal piacere lei barcolla, i tacchi mi
si
piantano
sulle spalle, sulle mani. E io li', succhia succhia che lui viene e
comincia
il vero gioco"
"E viene?"
"macche', un manico di zappa bagnato solo
della
mia saliva.
Mi consolavo solo al pensiero che lui cosi' mi non guardava, tutto
preso a
leccarsi
la fica che poi toccava a me fottere davvero. Lei è gentile in fondo
no?"
"io aspetto
la fine della storia a dirlo"
"Puoi dirlo! lei si gira al contrario e
si
accuccia per
farsi palpare le tette da lui, allargando oscenamente e ancora piu'
oscenamente le
gambe fino a che la fica mi si trova palpitante di fronte fradicia di
saliva
con il
clitoride che cerca la mia lingua"
"E tu?" "E io succhio, succhio,
stringo
gli occhi
per non vedere. Ma a che serve? con l'afrore della fica mi soffoca: mi
sento
scoppiare
le tempie. Capisco che è il momento di farla finita, mi stacco dal
cazzo di
marmo
caldo e a tutta bocca mi butto sulla fica. Ora si ficcherà il cazzo di
suo
marito
nella pancia aperta - mi dico - ma almeno finisco questa parodia. Anzi,
aiutiamoli:
afferro la mazza e gliela punto alla fica mentre le succhio a bocca
aperta
tutto il
sapore che posso"
"E te ne sei andato cosi'? tutto qua?"
"No, il
bastardo
non ci sta.
Si alza di scatto rovesciando la poltrona scaraventandoci a terra nudi
e
impotenti.
Urla che un contratto è un contratto e che va rispettato. Non faccio in
tempo a
replicare che Valeria, isterica, mi urla che non sono un uomo, che non
l'ho
mai
desirata davvero, di non farmi piu' vedere"
"e tu te ne sei andato lo
stesso
vero"
"non mi conosci, mi sono sentito sfidato, ho pensato al giorno dopo in
ufficio che mi
voltava le spalle...e poi anch'io ho un mio senso dell'onore" "ma
piantala"
"ti
giuro..."
"vai avanti che mi vien da ridere"
"lo sfido: come fai ad
incularmi con
questo coso moscio - dico. Pensa al tuo straccetto mi risponde Valeria
-
offesa di
lesa maestà"
"insomma la tua dignità era ormai al minimo"
"mi vergogno
a
dirlo ma sono
andato avanti."
"Era li' in piedi davanti a me con il cazzo moscio. non
potevo mica
imboccarmelo cosi': ho deciso di smanacciarlo un po'"
"sei pazzo...
Hai
applicato il
piano B data la tua lunga esperienza in materia..."
"fottiti"
"e mentre
quello
riprendeva vigore Valeria si era messa dietro di me, mi massaggiava i
coglioni gonfi,
passava un dito bagnato sul mio culo, si lanciava in un bacio negro
appassionato...Gia' incominciavo a prenderci gusto e per tirarla alle
lunghe mi
riattaccai al cazzo di Corrado"
"ormai vi davate del tu..."
(Continua)
ATTENZIONE: IL PRESENTE TESTO E' DI PROPRIETA' DELL'AUTORE. E' VIETATO RIPRODURRE L'OPERA SIA IN PARTE CHE TOTALMENTE.
Per informazioni o permessi inviate una mail, vi metteremo in contatto con l'autore.
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