Stronza
la madre! Non ce la manda la figlia in
vacanza con il ragazzo. Ha paura forse
che me la scopi? Al diavolo! Durante
l'anno allora? No, la verita' e' che ha
paura delle chiacchiere. Delle vicine,
delle amiche, delle parenti. "Ma che
sei matta? Da sola col ragazzo a sedici
anni! Che scandalo!". E cosi' l'ha
mandata con le cugine piu' grandi, col
risultato che poi e' libera di fare la
troia con il primo sconosciuto che la
rimorchia. Stronzo pure io, pero'. Avevo
tanto insistito sul patto "mani
libere in vacanza" e non mi potevo
certo tirare indietro. A diciannove anni
non potevo concepire per me una vacanza
senza l'annesso rimorchio a tutto spiano,
ma per essere onesto con Patrizia, la mia
ragazza da cinque mesi, avevo dovuto
concederle la stessa liberta'. Patrizia
era una ragazza abbastanza disnibita,
anche se non particolarmente esperta
sessualmente. Era ancora vergine. Ci
avevamo provato qualche volta senza
successo, vuoi per la mancanza di luoghi
adatti (la 126 che riuscivo qualche volta
a farmi prestare da mia sorella era
troppo scomoda, e poco sicura, per una
occasione cosi' delicata), vuoi per la
mia goffaggine (ero stato solo con due
altre donne, entrambe piu' grandi e piu'
scafate di me, avevano fatto praticamente
tutto loro), vuoi soprattutto per il suo
sacro terrore di rimanere incinta. In
compenso ci eravamo abbuffati di sesso
orale. Non ebbi alcuna difficolta' a
farmelo prendere in bocca la prima volta,
e con la pratica Patrizia aveva acquisito
una notevole abilita'. Io, da parte mia,
non avevo nessun problema a darle lunghe
e generose leccate di figa, che lei
mostrava di apprezzare tantissimo. Avevamo
provato anche il sesso anale. La prima
volta fu lei a propormelo. Era una delle
rarissime volte che avevo casa libera, ed
ero deciso a sverginarla, finalmente.
Purtroppo capito' proprio nei suoi giorni
fecondi, e lei non volle assolutamente
rischiare. Ero terribilmente deluso, al
punto da voler rinunciare anche
all'ennesimo pompino. Fu allora che lei
mi offri' dolcemente "l'altro
buco". Non fu una passeggiata.
Quello che si vede nei film porno e'
fantascienza. Pur lubrificando, con la
lingua e con la vasellina, il buco
restava strettissimo, e una volta
penetrato era difficile per lei resistere
piu' di qualche decina di secondi. Per
quattro/cinque volte riprovai ad
infilarlo, ma poco dopo Patrizia mi
implorava di uscire. Naturalmente non
riuscii a venire (mi fini' lei con la
mano), ma fu malgrado tutto un'esperienza
estremamente eccitante per me e, mi
assicuro', anche per lei. "Devo solo
abituarmi e... allargarmi un po'. Poi
potrai incularmi tutte le volte che vuoi.
Effettivamente ci provammo ancora, per lo
piu' in macchina. Ogni volta la
penetrazione era leggermente piu' facile,
e il dolore per lei piu' sopportabile, ma
non ancora tanto da permettermi di
raggiungere l'orgasmo. Ma torniamo
al racconto. Era estate ed eravamo
entrambi in vacanza. Io in Calabria con
altri quattro compagni di universita'.
Lei sul Gargano, con le sue cugine
Cristina e Paola. Avevamo l'appuntamento
telefonico alle 10 di sera, tutte le
sere. Telefonavamo a turno. Quando
chiamavo io, lei si faceva trovare nella
hall dell'albergo. Quando chiamava lei io
ero alla reception del villaggio
turistico. Era il secondo giorno di
vacanza per tutti e due e toccava a lei
chiamare. Alle 10.05 il telefono
squillo'. Era lei. Come stai.
Come non stai. Com'e' il tempo. Come e'
il mare. Le solite cose. Poi mi chiese.
"Vale sempre il patto di mani libere
in vacanza?" "Certo."
"E come ti va dal quel punto di
vista?" "Calma
piatta. Un sacco di bruttone e quelle
decenti c'hanno tutte l'uomo. Si va
avanti a pippe..." Fece un risolino.
"E tu?" "Proprio
di questo volevo parlarti, Fabio. Mi ha
rimorchiato uno. Ci esco insieme
stasera." "Ah,
bene!" Ero un po' freddino.
"Ti dispiace?" mi chiese, con
una voce finto-piagnucolosa, da bambina.
"No, figurati. I patti sono patti.
Divertiti." "Ecco,
appunto... volevo chiederti..."
"Si?" "Non so come
dirtelo..." "Dimmi."
"Avrei intenzione di fargli un
bocchino. A te dispiace? Posso?"
Bang. Fu come una mazzata in testa. Non
potevo tirarmi indietro, ormai. Ci avrei
fatto la figura dello stronzo, e magari
lei il bocchino glielo faceva lo stesso.
In una frazione di secondo decisi di fare
l'indifferente, e stare al gioco. "Certo
che puoi, se ti va. Ma ne vale la pena?
Chi e' 'sto tizio?" "Ah,
e' proprio forte. Si chiama Piero, e' di
Milano." "Milanese! ...e
milanista, magari..." "No,
e' dell' Inter" "Peggio
ancora! Ma almeno e' un bel
ragazzo?" "E' proprio
bono. Fa atletica leggera, e' alto, due
spalle, e poi e' simpatico" "Quanti
anni ha?" "Diciassette,
anche se sembra piu' grande. Gli amici
del suo gruppo sono tutti sui 24-25 anni,
e piuttosto bonazzi pure loro..."
"Come l'hai conosciuto?" "Sulla
spiaggia. Prendevo il sole con Paola e
Cristina e si sono avvicinati un gruppo
di ragazzi milanesi. Avevano sentito
l'accento e ci hanno chiesto se eravamo
romane... le solite cose. Abbiamo fatto
amicizia." "E poi?"
"Mi ha chiesto se andavo a fare un
giro in macchina con lui. Ha un BMW
cabrio. E' del padre, lui non potrebbe
portarla la macchina alla sua eta'. Se lo
becca la polizia... Siamo andati in un
posto tranquillo, all'ombra, col panorama
e abbiamo cominciato a pomiciare."
"Cosi'? Subito?" "Ti
scoccia?" "No. Ti ha
toccata?" "Uh! Mi ha
messo le mani dappertutto. E pure
io." "Gli hai toccato il
cazzo!?" "Prima da sopra
i vestiti. Vestiti... aveva solo dei
boxer da surf. Si sentiva tutto. Ce
l'aveva durissimo!" "Sfido
io..." Nel frattempo mi stavo
accorgendo che anche il mio cazzo era
duro come il marmo. "E... come
era?" "Era grosso! Tanto
che mi sono staccata dal bacio e ho
detto: accidenti!" "E
lui...?" "Non ha fatto
una piega. Ha preso l'orlo dei boxer e li
ha tirati giu'. E' venuto fuori 'sto
coso... enorme... bellissimo. Mi ha
detto: puoi carezzarmi cosi', se per te
e' piu' comodo. Io non ho detto niente.
L'ho preso in mano e l'ho guardato. Sara'
tre dita piu' lungo del tuo, e abbastanza
piu' largo." "Ma come?
Dici sempre che io ce l'ho tanto
grosso!" "Ed e' vero! Ma
quello di Piero e' proprio enorme! E
comunque non e' che ne abbia visti
tantissimi..." "Beh, mi
sembra che ti stai dando da fare per
recuperare! Allora, glielo hai preso in
mano, e poi?" Il racconto di
Patrizia mi stava arrapando da morire.
"Mi sono avvicinata per guardarlo
meglio. Intanto lo carezzavo lentamente.
Muovevo la pelle su e giu' per scoprire
la cappella, piano piano. Con l'altra
mano gli massaggiavo le palle. Ero
eccitatissima, mi sentivo bagnata tra le
gambe. Anche lui fremeva. Allora gli ho
detto, con la voce un po' strozzata: e'
proprio bello, avrei tanta voglia di
succhiartelo. Lui con un sussurro mi ha
risposto: vai pure. E io stavo proprio
per andare. Mi sono fermata con la bocca
a un centimetro dalla cappella. Mi sono
rialzata e ho detto: no, meglio di no.
Gli ho spiegato che avevo il ragazzo a
Roma e che prima di fare una cosa del
genere volevo parlarne con te. Gli ho
detto che ti avrei telefonato stasera, e
che, se non facevi problemi, stasera
stessa uscivamo insieme e gli avrei fatto
un bocchino." "E
lui?" "Mi ha guardato un
po' strano. Mi ha chiesto se veramente
avevo intenzione di chiederti il
permesso. Gli ho spiegato un po' del
nostro patto. Non era molto convinto, ma
alla fine ha sospirato e ha detto
sorridendo: ok, aspettiamo stasera e
speriamo che il tuo Fabio non faccia il
difficile. Io l'ho ringraziato,
entusiasta. Nel frattempo avevo
continuato ad accarezzarglielo con due
mani, ed era sempre durissimo. Allora gli
ho detto, senza staccare gli occhi dal
cazzo: un bacino posso darglielo anche
subito, se ti va. Mi sono nuovamente
chinata e' ho cominciato a dargli piccoli
baci lungo tutta l'asta fino alle palle.
L'odore mi faceva girare la testa. Poi
sono risalita piano piano. Aveva la
cappella tutta lucida per il liquido
trasparente che era uscito e io gliel'ho
ripulita delicatamente con la lingua. Ho
sentito il sapore e mi sono eccitata
ancora di piu'. Non so come ho trovato la
forza di volonta' di staccarmi. Credo che
altri dieci secondi e sarebbe
venuto." "E... l'hai
lasciato cosi'!? Povero Piero..."
Avevo la voce roca per l'eccitazione. Ma
riuscivo a mantenere un tono di semi
indifferenza. "Si'.
Siamo tornati in centro ci siamo seduti
ad un bar. Mi ha offerto un gelato e ho
chiesto un cono... puoi immaginare!"
aggiunse sghignazzando. Si riferiva
ad un piccolo gioco che facevamo tra noi.
Tutte le volte che prendeva un cono
gelato, Patrizia si divertiva a leccarlo
e succhiarlo in maniera provocante
simulando la fellatio, con tanto di
sospiri, mugolii, occhiate languide e
l'orlo delle labbra suggestivamente
sporco di rimasugli di panna o crema. In
questo modo mi causava sempre delle
erezioni clamorose che non vedevo l'ora
di sfogare facendola giocare con il mio
"gelato". "Piero
sara' impazzito!" "E'
stato tutto il tempo col cazzo dritto!
Col costume da surf che portava si vedeva
benissimo e non sapeva come fare per
nascondersi. Le risate... poi mi ha
accompagnato in albergo e ci siamo dati
appuntamento per le 9.30." "9.30?
Ma allora sei gia' con lui! Da dove stai
chiamando?" "Da una
cabina fuori citta'. Piero e' qui fuori
che mi aspetta in macchina. Mi sta
lampeggiando. Si e' stufato di
aspettare..." "Chiamalo!
Passamelo!" "Comeee?! Ma
no..." "Dai! Ti ho detto:
passamelo!" "Boh!
Vabbe'!" Sentii in sottofondo che
usciva dalla cabina e la sua voce che
chiamava. 'Vieni!' 'Cosa c'e'?' 'Ti vuole
parlare' 'Ma dai? Ma cos'e' che vuole?'
'Non ti preoccupare, mi ha dato il via
libera' 'E' incazzato?' 'Ma no! Ti vuole
conoscere'. Cosa diavolo avevo in
mente? Non lo sapevo neanche io di
preciso. Avevo la mente confusa e il
cazzo che mi pulsava. Passi che si
avvicinano. La cornetta presa in mano. La
sua voce. "Pronto?"
"Ciao, sono Fabio Morganti, il
ragazzo di Patrizia." "Piero
Melegnani, piacere." Tipica
calata cantilenante milanese, ma una voce
simpatica. Sebbene un po' bloccata
dall'imbarazzo. Ti credo! lo sarei stato
anche io al suo posto. "Allora,
Piero, hai fatto Bingo!" "Come
hai detto, scusa?" "Dico,
sei stato fortunato. Non mi dire che che
se ne trovano tante a Milano di ragazze
con un viso e un corpicino cosi'."
"Hai ragione. Patrizia e' proprio
bellina. Complimenti! Sai, mi ricorda un
po' la Sabrina Ferilli." Tipico
dei milanesi. Ogni ragazza scura di
capelli con l'accento romano per loro
assomiglia alla Ferilli. Io, semmai,
vedevo in lei piu' il tipo
ispanico-latino, alla Natalia Estrada,
anche se Patrizia aveva le labbra piu'
carnose e il taglio degli occhi appena
piu' obliquo. "Beh, non e'
prosperosa di seno come la Ferilli, ma
non ci lamentiamo mica, no?" "Per
niente! Bel culo, anche! E poi e'
simpatica, intelligente... sai Fabio che
ti invidio un po'." "Mi
invidi una ragazza che e' disposta a
prenderlo in bocca a uno che ha appena
conosciuto?" "No. Invidio
una ragazza che ha preferito essere
onesta con te e dirti tutto, invece che
fartelo alle spalle. Pensa te che la mia
tipa e' rimasta a Milano perche' ha un
corso da arredatrice. Si chiama Vanessa.
Ha 22 anni, cinque piu' di me, ed una
fame di cazzo pazzesca. Non mi
sorprenderebbe se in questo preciso
istante stesse ciulando con qualcuno. E
non sarebbe la prima volta." "Ma
va?" "Come dite voi a
Roma? so' tutte mignotte! Io pero' ci sto
insieme perche' e' una strafiga e a letto
me ne fa di tutti i colori" "Allora
se passo a Milano mi ricambi la cortesia,
spero." chiesi ridendo. "Puoi
contarci. Figurati. Vanessa va pazza per
i romani." Rotto il ghiaccio,
passai ad argomenti piu' seri. "Ascoltami.
Patrizia se la cava benino con i pompini,
ma non credo che possa competere con una
come Vanessa, visto come me la descrivi.
Il tuo e' il primo cazzo che succhia,
dopo il mio ovviamente, e l'esperienza e'
quella che e' "Davvero
sono il primo? Non lo sapevo. Cazzo, sono
onorato!" "Un'altra cosa.
Non sempre mi permette di venirle in
bocca. Lo fa solo quando e'
particolarmente su di giri. Sono sicuro
pero' che con te lo fara'. Ci tiene a
fare bella figura con un cazzo nuovo. Tu
comunque avvertila quando stai per
venire, cosi' quando schizzi la trovi
preparata. Se la cogli di sorpresa, e'
facile che cominci a tossire e ti rovina
il momento piu' bello" "Ok.
Lo faro'. messaggio
ricevuto" Il turbamento e
l'eccitazione mi facevano girare la
testa. Provavo un gusto perverso a
pronunciare quelle parole che
amplificavano nel mio cervello l'impatto
devastante di quella realta'. Eppure la
mia voce appariva serena e tranquilla.
Incalzai. "Vedrai, non ti
troverai male. Lei e' una che adora
succhiare un cazzo che le piace, e a
quanto pare si e' invaghita del tuo. Ha
molta fantasia e a volte trova i modi
piu' insoliti per stuzzicare il cazzo e
le palle con labbra, bocca, lingua e...
coi denti se serve. Ti assicuro, e'
delizioso. Ma bisogna metterla a proprio
agio e lasciarla libera di giocare e di
inventare. Se invece non si sente
tranquilla e si fa prendere dalla fretta,
si mette subito a succhiare e a fare su e
giu' con la testa. In trenta secondi
vieni, ma non ti diverti per niente, e
nemmeno lei." "Hai
ragione. Grazie del consiglio."
"Vedi di trovare un posto comodo e
tranquillo. Dove pensi di andare?"
"Nella mia stanza d'albergo, credo.
I miei amici adesso son tutti in giro e
abbiamo tutto il tempo." "Adesso?
Ma non la porti prima fuori, in discoteca
o a un piano bar?" "Si,
lo so che sarebbe piu' carino. Pero'
preferisco portarla prima in albergo e
poi ci andiamo a divertire in giro.
Fabio, credimi, ho le palle che mi
scoppiano, non ce la farei ad arrivare a
stanotte." "Capisco...
capisco..." sghignazzai. "So
quello che ti ha combinato oggi
pomeriggio in macchina. Pero' cosi' le
rovini il trucco, sono sicuro che si e'
messa in ghingheri, vero?" "Gia'!
Si' e' truccata un po' pesante. Avra' un
chilo di rossetto sulle labbra. Mi
lascera' il cazzo tutto sbaffato di
rosso!" "Assicurale che
le darai il tempo di rifarsi il trucco,
dopo. Se no ti manda in bianco."
"Va bene! Sei veramente un grande,
Fabio! Non solo mi lasci libero di farmi
fare un pompino dalla tua tipa, ma mi dai
anche consigli su come comportarmi per
godermelo meglio. Sei un mito!"
"Grazie! Pero' in cambio mi devi
fare un favore. Vedi, Patrizia e'
vergine, e vorrei essere io il primo a
cogliere la ciliegina. Ci siamo
capiti?" "Ok! me ne aveva
gia' parlato lei. E comunque ti assicuro
che niente mi distoglierebbe dal farmelo
succhiare. Non mi era mai capitato di
sudare tanto per un pompino. E' da oggi
pomeriggio che ce l'ho duro senza
interruzione. Non vedo l'ora di metterlo
in bocca alla tua ragazza." "Stasera,
va bene, ma dopo?" "In
che senso, scusa?" "Non
hai intenzione di continuare a vederla?
Non continuarai ad uscire con lei? Ti fai
fare un bocchino e poi sparisci dalla
circolazione?" "Ma no!
Assolutamente! E' stata Patrizia che mi
ha detto che non vuole fare coppia fissa
con me e vuole divertirsi. E io sono
d'accordo con lei." "Che
vuoi dire? Che se lei ti volesse fare
un'altro pompino tu rifiutersti?"
"Neanche per sogno. Sempre che tu
non abbia niente in contrario. Pero', tu
capisci, i pompini sono una gran cosa, ma
la figa e' sempre la figa e se ho capito
bene Patrizia per questo e' off-limits.
Vorrei guardarmi un po' intorno,
capisci." "La figa e'
sempre la figa, ma anche il culo e'
sempre il culo." "Cioe'?"
Cosa cazzo stavo dicendo? Ero impazzito?
Ormai ero partito per la tangente. "Patrizia
l'ha gia' preso, nel buchino di dietro.
Magari la cosa ti puo'
interssare..." "Ehi! Mi
stai offrendo il buco del culo della tua
ragazza!?" "Non proprio.
Sto dicendo che se te la lavori bene,
potrebbe offrirtelo lei stessa. Restagli
amico. Stalle vicino. Daglielo da
succhiare ogni tanto, magari quando la
caccia alla figa ti va in bianco. Vedrai,
non avrai problemi a farti aprire le
chiappe." "E' una
prospettiva attraente. Patrizia ha un
culo da favola. Grande dritta, mi hai
dato!" "Vacci piano, mi
raccomando. L'abbiamo fatto poche volte e
ce l'ha ancora molto stretto. Tu poi, mi
risulta, stai messo bene dentro le
mutande. Vedi di non farle male."
Ridacchio'. "Saro' molto delicato,
Fabio. Stai tranquillo."
"Un'ultima cosa. Se dovessi vedere
che qualche ragazzo gli gira
intorno..." "Ho capito...
lo mando fuori dalle balle..."
"No! Al contrario! Incoraggiala.
Lasciala divertire con chi vuole. Gli
amici del tuo gruppo per esempio, lei mi
ha detto che li trova 'bonazzi'."
Ormai non avevo piu' ritegno. "Eh,
ma sono un po' grandi per lei..."
"In ogni caso, lasciala fare. Ma
cerca di vigilare per quel discorso della
cigliegina." "Insomma, la
fica e' off-limits, il resto e' libero
accesso a tutti? Anche il culo?"
"A quello pensaci tu. Di te mi
fido." "Sei grande,
Fabio! Vai tranquillo, conta su di me! Ti
lascio il mio numero di cellulare, cosi'
possiamo tenerci in contatto" "Naturalmente,
questa nostra conversazione per Patrizia
e' top secret!" "Vai
tranquillo, acqua in bocca..."
"E... cazzo in bocca per lei."
"Puoi scommetterci!" "Ok!
Chiamala, va', che la saluto. Ciao Piero,
buona serata e.. buon pompino."
"Ciao Fabio. Grazie di tutto.
Veramente." Pochi secondi
dopo, la voce di Patrizia. "Allora?
Avete finito? Che vi siete detti, per
tutto questo tempo?" "Quattro
chiacchiere per conoscerlo un po', per
stare piu' tranquillo. Mi sembra un tipo
simpatico." "E' vero? E
se sapessi quanto e' bono..." "Questo
me lo dirai meglio domani, dopo averlo...
assaggiato" "Che scemo
che sei! Sai che mi sta prendendo la
paura?" "Perche'?"
"Mah, non lo so... l'ho fatta tanto
lunga pe' 'sto bocchino... ora chissa'
che s'aspetta. E' abituato alla ragazza
di Milano che ha 22 anni e chissa' quanta
esperienza piu' di me. Magari faccio la
figura della pischella incapace."
"Niente affatto. Andrai fortissimo.
E poi non sei cosi' inesperta..."
"Si', ma conosco solo il tuo, sempre
solo il tuo. Avrei dovuto darmi da fare
di piu', sai? Se penso che alla gita
scolastica i maschi della mia classe non
aspettavano altro. Io invece, per esserti
fedele..." "Ti rifarai
alla gita dell'anno prossimo. A parte gli
scherzi, ascoltami bene. Per prima cosa
attenta ai denti. Lui ha un diametro piu'
grosso del mio..." "Si'.
Ci avevo pensato." "Secondo.
Mentre lo succhi, le mani..." "...Una
sull'asta e con l'altra gli massaggio le
palle. Le ricordo bene le tue lezioncine,
porcone!" "Terzo.
Giocaci. Divertiti. Gustatelo. Non
cercare di fare la professionista che
segue il manuale. Non sei in competizione
con nessuna. Lui ti piace da matti, il
suo cazzo ti piace da morire e hai una
voglia pazza di prenderglielo in bocca.
No?" "Proprio
cosi'." "E allora segui
l'istinto. Tutto quello che ti viene in
mente di fare, fallo con entusiasmo.
Lasciati andare." "Faro'
del mio meglio. Puoi contarci."
"Quarto. Mugola." "Come?"
"Mugola. Tutti quegli
"mmh", quei rumorini gutturali,
quei sospiri, che fai quando sei con me.
Probabilmente ti vengono istintivi. Non
sai quanto li trovo eccitanti. Danno
l'idea che stai morendo di piacere a
sbocchinarmi, e l'effetto e' delizioso e
incredibilmente arrappante. Sono certo
che verranno da soli anche con Piero,
date le premesse. Ma se fosse necessario
un aiutino da parte tua..." "Ho
capito benissimo. Ottima idea."
"Quinto e ultimo. Hai intenzione di
farlo venire in bocca?" "Sicuramente.
E di inghiottire tutto." "Con
me sei un po' piu' schizzinosa, amore
mio!" "Lo so, Fabio, lo
so. Ma, cerca di capire... Non lo dici
anche tu che senza ingoio il pompino non
e' completo? E poi, se devo essere
sincera, l'idea di farmi venire in bocca
da lui mi stuzzica tantissimo. E il fatto
che lui non sia il mio ragazzo rende
tutto cosi' perverso, cosi'
proibito..." "Allora fai
cosi'. Quando lui finisce di schizzare
non mandare subito tutto giu'. Guardalo
negli occhi e apri la bocca. Fagli vedere
lo sperma che hai dentro. Muovi la lingua
tutta impiastricciata. Fa' come se lo
stessi assaporando voluttuosamente. Il
massimo sarebbe se nel far questo
riuscissi a far colare un filino di
sperma, ma proprio un filino, dall'angolo
della bocca. Come dire: mi hai riempito
fino a straripare..." "Wow!
Questa e' un'idea meravigliosa! Proprio
da gran maiala! Faro' proprio cosi! Oh
Fabio, sto bagnando le mutandine solo ad
immaginarmi la scena..." "Il
tutto, naturalmente, mugolando..."
"Oh, si! Mugolando come una gatta in
calore." "E poi...?"
"Poi mando giu' tutto lo sperma.
Mungo le ultime gocce dal cazzo con le
mani tenendo le labbra appoggiate alla
punta della cappella, e poi ripulisco
tutto con la lingua. Ho imparato la
lezione, professore?" "Benissimo,
amore. Sbaglio o ti stai eccitando?"
"Colpa tua! Mi sembra di sentire
gia' il sapore dello sperma! Non vedo
l'ora di fare questo pompino."
"E allora vai, tesoro. Non voglio
farti perdere altro tempo. Vai e
divertiti." "Credo
proprio che mi divertiro'. Grazie, Fabio,
per non esserti incazzato per questa mia
scappatella. Ti amo da morire, per
questo. Spero che sarai cosi' comprensivo
anche i prossimi giorni." "In
che senso?" "Beh, Piero
non parte fino a sabato prossimo, e' puo'
ancora esserci qualche occasione
simpatica, no? E poi qui e' cosi' pieno
di bei ragazzi. Non vuoi che la tua
Patrizia si diverta un po'?" "Ne
riparliamo piu' avanti, con calma. Per
adesso goditi questa serata. E mi
raccomando, fagli un grande
bocchino". "Sara' un
grandissimo bocchino.
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