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La mia prima volta
Ciò che vado a raccontarvi potrà sembrarvi strano, ma vi assicuro che si tratta di assoluta verità. Dunque; lavoro per un azienda che mi manda spesso all’estero per programmare incontri e verificare in loco, potenzialità che possono esistere da parte di ditte amiche. Ero a Parigi e dopo aver espletato il mio incarico mi ero premunito di rientrare subito a casa, per godermi dei giorni di permesso che la ditta mi avrebbe concesso. Era il mese di Maggio ed il clima era splendido. Mi recai l’aeroporto, ma ebbi la sgradita sorpresa di appurare che vi era uno sciopero di aerei. Con mio disappunto andai alla stazione ferroviaria ove prenotai un posto con cuccetta. Il treno sarebbe partito in serata. La sera andai alla stazione, e mi recai verso la cuccetta che avevo prenotato. Ero stanco morto e mi stavo accingendo a spogliarmi, quando sentii bussare alla porta. Abbastanza sorpreso aprii la porta e mi trovai di fronte il controllore, che gentilmente, devo dire, mi fece capire che la cuccetta era stata prenotata anche da un'altra persona che doveva ritornare in Italia. La persona era un ragazzo sui diciotto venti anni, che sorridendo alquanto imbarazzato entro in cabina. Il Ragazzo, che si chiamava Marco, era uno studente che tornava a Napoli dopo aver effettuato gli esami presso la Sorbona. Appena lo vidi, quel ragazzo mi provoco una strana sensazione. Era bellissimo, alto slanciato quasi efebico ed un volto privo di qualsiasi peluria. Devo dire che non avevo mai avuto nessun rapporto che non fosse eterosessuale fino a quel momento. Ormai si era fatto sera, ed il treno parti. Dissi al ragazzo che mi spogliavo per mettermi a dormire, mentre lui lo stava gia facendo. Lo vidi spogliarsi, e la cosa mi eccitò da morire.
Il suo corpo sembrava levigato, indossava degli slip aderenti che mettevano in risalto un fondo schiena da far invidia ad una donna. Quasi inconsciamente , mentre questi si spogliava, mi accarezzai la patta e questa mossa non sfuggi al ragazzo. Si volto sorridendo e prendendo la mia mano, se la diresse verso il suo pube. La cosa non mi sconvolse, anzi mi diede un brivido di piacere, e continuando a carezzarlo, mi alzai all’impiedi e con l’altra mano gli sfiorai quel culo che sembrava scolpito nel marmo. Lui fece l’identica cosa, e le nostre bocche si unirono, mentre le lingue vorticavano l’una nella bocca dell’altro. Marco mi stringeva forte il cazzo che ormai sembrava una mazza da baseball mentre io gli sfilavo gli slip. Apparve alla mia vista un piccolo membro di circa dieci centimetri, che mi fece sorridere. Marco, si accovacciò, mi sfilo gli slip e prese la mia asta turgida fra le mani, carezzandola e baciandola avidamente.
“hai un cazzo magnifico” disse. “ e tu hai un culo splendido “ gli risposi. Continuavo a toccare quel piccolo cazzo e mi venne istintivo prenderlo in bocca. Era la prima volta che lo facevo e mi provoco un senso di piacere mai assaporato prima. Marco fece la stessa cosa. Mi lecco le palle, il cazzo, la cappella ed il buco del culo. Ero giunto quasi all’apice del piacere. Con un gesto repentino, lo girai, gli leccai il buco del culo, glie lo inumidii, e con un gesto semplice lo penetrai. Sentivo il suo sfintere stringersi attorno alla mia asta e la cosa mi provocava un piacere cerebrale intenso. Alla fine venimmo insieme. E ci baciammo come due perfetti amanti. Quello che successe in seguito, spero di raccontarvelo prossimamente.
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