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La nostra prima volta
Era d’estate, un pomeriggio, mio marito tornò a casa molto presto, aveva lasciato il lavoro, per il troppo caldo. Si infilò sotto la doccia, per rinfrescarsi un pó, usci e mi invito a vestirmi , voleva portarmi fuori a fare un giro in qualche parco di Milano. L’idea mi sembrava buona, mi vestii in fretta, infilai una mini gonna, un top molto scollato , scarpe con tacco a spillo, senza reggiseno, e senza slip, (non lo porto mai) lui fece altrettanto, infilo un pantalone leggero, una camicia a maniche corte, e uscimmo. Prendemmo l’auto e ci avviammo verso il Parco Forlanini. Strada facendo vedemmo che e al cinema Venezia, proiettavano un film molto bello, ci guardammo e all’unisono dicemmo; andiamo, e cosi facemmo, posteggiammo l’auto, ed entrammo al cinema. Nella sala cera pochissima gente, l’aria condizionata rendeva l’ambiente fresco e gradevole, ci sedemmo in una fila di poltrona completamente libera, stavamo veramente comodi. Inizio il film e tutti e due stavamo attenti a guardare, quando all’improvviso , si sedette un uomo accanto a me; io pensai, ma guarda questo scemo, con tanti posti liberi, proprio qui doveva mettersi? Questo lo feci notare a Renato, il quale mi disse, di non farci caso, e continuammo a guardare il film. Dopo pochi minuti, con la coda dell’occhio vidi che lo sconosciuto teneva i suoi occhi, fissi sulle mie gambe, cercai di tirare più giù la mini gonna, ma per quanti sforzi facessi, le gambe rimanevano sempre scoperte, allora ci rinunciai, e feci finta di non badarci. Intanto il film, prese tutta la mia attenzione, era veramente bello, tanto da non accorgermi che lo sconosciuto aveva appoggiato la sua gamba vicino alla mia, strinsi le gambe, in modo da allontanarle dalla sua, passarono pochi minuti e di nuovo lo sconosciuto rimise la gamba vicino alla mia; in quel momento non sapevo che fare: dargli uno schiaffo, dirlo a Renato, alzarmi e spostarmi dall’altra parte, ero veramente in confusione, ma non feci nulla , restai la, con la gamba sua che premeva la mia, decisi di far finta di niente, continuando a guardare il film. Passarono pochi minuti e sentii la sua mano che accarezzava la mia gamba, giuro che, il sangue mi sali alla testa, ero cosi irrequieta, che Renato si volto e mi disse di stare calma e fargli vedere il film. I minuti passavano, e lo sconosciuto (si chiamava Marco) continuava a ficcare la sua mano fra le mie cosce, arrivò fino a toccarmi la farfallona che ho in mezzo alla gambe, incominciò a solleticarmi il clitoride, era molto delicato le sue mani erano lisce, morbide, per istinto allargai le gambe per permetterlo di accarezzarmi più comodamente. La cosa tutto sommato mi piaceva, la farfallona incomincio a bagnarsi tutta, ebbi diversi orgasmi uno dopo l’altro: Marco, mi prese la mano e la appoggio sul suo cazzo, era enorme, gli tirai giù la cerniera dei pantaloni, e lo tirai fuori, era uno spettacolo, lungo sui 27/28 cm, grosso in circonferenza duro come il ferro, pieno di vene gonfie, un vero spettacolo. Incominciai ad accarezzarlo, lui intanto aveva infilato tre dita nella mia figa e facendo dentro e fuori, mi faceva impazzire di piacere, ormai avevo le gambe completamente divaricate, mi meravigliavo, che, Renato non si accorgesse di nulla, ad un certo punto, Marco mi invito a sdraiarmi di fianco sulla poltrona, portando verso lui, il mio culo, cosi feci, appoggia la testa sul petto di Renato, Marco mi alzo la gamba destra e infilo il cazzo nella figa, ma purtroppo non entrava tutto, ma andava bene lo stesso. Mentre Marco incomincio a stantuffare nella mia figa, alzai gli occhi, per sincerarmi che Renato non se ne accorgesse, ma, con mia meraviglia vidi che i due si guardavano con uno sguardo complice, Renato mi accarezzo e mi disse di continuare. A quel punto mi misi in una posizione migliore facendo si che il palo entrasse del tutto nella mia farfallona, sembrava che non finisse mai tanto che era lungo. Avevo la sensazione che il palo di Marco volesse uscirmi dalla gola, si gonfiava sempre più, le sue mani accarezzavano le mie natiche e mi tiravano verso il suo cazzone. Ormai la mia figa era diventata tutta inzuppata, Marco sborrava in continuazione, senza mai fermarsi ogni tanto mi prendeva le tette e le stringeva in un modo morboso, ed io godevo, godevo, godevo. Renato mi accarezzava i capelli, il collo ,aumentando la mia libidine. All’improvviso, si accesero le luci, facemmo appena in tempo a ricomporci, io mi vergognavo come una ladra, presa i con le mani nel sacco, avevo l’impressione che tutti i presenti mi guardassero, infilai la testa sul petto di Renato e non guardai più nessuno. Intanto Marco , si era allontanato da me, uscendo fuori dalla sala, mio marito mi accarezzava i capelli, come a tranquillizzarmi, io gli accarezzavo il cazzo ,ormai gonfio, come non l’avevo visto mai. Dopo pochi minuti, ricomincio il film, io non avendo visto gran che ,chiesi a Renato cosa era successo, lui mi spiego molto velocemente il tutto. La mia figa aveva delle contrazioni, avevo ancora voglia di scopare, tirai fuori il cazzo di Renato , bello, turgido e bollente, mi abbassai con la testa e incomincia a fargli un pompino, ad un tratto mi sentii toccare il culo, mi stavo alzando, quando Marco mi disse stai tranquilla sono io, intanto Renato mi inondava la gola con la sua sborra bollente, la mandai giù con avidità , gli leccai il cazzo ben bene. Alzai la testa mi ricomposi nella poltrona e vidi che Marco, aveva il cazzo fuori dal pantalone, più grosso e duro di prima. Mi girai verso di lui, gli misi la gamba destra sulla pancia, divaricai la gamba sinistra mettendoci la farfallona in bella mostra, lui si mise col sedere sul bordo della poltrona ed infilo il suo palo di nuovo nella figa, era fantastico, Renato mi accarezzava le tette, ormai tutte fuori dal top, io con la mano sinistra gli accarezzavo il cazzo, alla fine riusci a girarmi con la testa e glielo presi in bocca di nuovo, era fantastico, non avevo goduto mai in quel modo, Marco continuava, a scoparmi senza sosta, e ancora una volta allagó la figa con il suo fiotto di sborra densa e bollente. Il tutto mi colava in mezzo alle natiche, bagnandomi il buco del culo, il piano della poltrona si era inzuppata di sborra, mi sentivo tutta impastata. Quando Marco smise, stava quasi per finire il film, mi alzai e mi ricomposi nella poltrona, si accesero le luci, ancora una volta avvertivo un senso di vergogna, fu a quel punto che mi accorsi che dietro di me cera una coppia, mi voltai e vidi che la lei, mi sorrideva, e mi fece brava, battendo molto discretamente le mani, gli feci un cenno di grazie, e lei mi disse ok con il pollice alzato. Aspettammo che le luci si spegnessero per andare via, giunti nella sala d’aspetto, sentii il bisogno di asciugarmi la figa, il culo, le gambe, lo dissi a Renato, e ci avviammo verso il bagno, entrai, mi chiusi nel cesso, presi i fazzolettini dalla borsa e incominciai a pulirmi, ma era cosa ardua, la sborra di Marco era cosi densa, che asciugandosi, rimase attaccaticcia, allora uscii dal cesso, andai verso il lavandino, bagnai il fazzoletto, e cosi riuscii a pulirmi. Ma mentre facevo questa operazione mi vidi davanti, Marco e Renato, mi presero, e mi infilarono nel cesso, mi spogliarono completamente nuda ed incominciarono a scoparmi come due mandrilli. Sentivo i loro cazzi che entravano in tutti i buchi, le loro lingue infuocate si infilavano nella figa, nel culo, in bocca, il mio corpo era diventato tutto impiastrato, di sborra, di saliva, di sudore, mi sentii una vera porca, una cagna in calore, una grande troia, in quei momenti , capii che la mia vita sessuale stava cambiando. Alla fine i due mandrilli, mollarono la presa, stanchi e distrutti, ormai privi di una sola goccia di sborra, mi lasciarono sola nel cesso, Renato mi porto della carta igienica bagnata, per farmi pulire alla meglio, mi rivesti, uscii dal cesso e ci salutammo con Marco. Con molta calma andammo al parcheggio abbracciati come due fidanzatini di primo pelo, salimmo in macchina, ci avviamo verso casa, commentando l'accaduto, fin nei minimi particolari, e notai che cazzo di Renato si gonfiava di nuovo nel pantalone, e la mia figa incominciava ad indurire l’utero. Arrivati a casa, ci buttammo sul letto ed incominciammo a scopare di nuovo, Renato non smetteva, ed io avevo sempre più voglia, alla fine cademmo esausti in un sonno profondo fino alla mattina seguente. Dal quel giorno, la nostra vita sessuale cambiò completamente, si instaurò una complicità che ci permette ancora oggi, di esaudire ogni nostro desiderio sessuale.
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