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Orgia in discoteca
Non molte sere fa decisi di andare nella discoteca più frequentata della città, il Moebius. Gli habitué del luogo erano per lo più 18 o 19enni provenienti dalla periferia, ragazzotti tutti muscoli e niente cervello, studenti svogliati o, in larga maggioranza, giovani operaie lavoratori che avevano abbandonato molto presto la scuola.
Ci andai da solo, senza scocciature, completamente libero di sfasciarmi come volevo. Arrivai verso l'1:30 di notte ed entrare fu un'impresa ardua, il locale era strapieno e per raggiungere la pista principale strusciai corpi statuari e culi da favola. L’ambiente era molto ampio, zeppo dei più vari odori, una confusione indescrivibilee un frastuono nimmaginabile. Le luci stroboscopiche mettevano in risalto facce in estasi, capelli cotonati, corpi sudati, muscoli tesi, natiche tornite, seni turgidi. E come in un folle rituale dionisiaco, la massa umana che avevo di fronte si muoveva disordinatamente e soprattutto mimando gesti osceni. Era tutto squallido ed eccitante insieme.
Mentre ero lì, appoggiato ad una colonna ad osservare quell’enorme distesa umana, probabilmente fui adocchiato da un gruppetto di ragazzotti. Dico probabilmente perché non ricordo di preciso come andarono le cose. So solo che ad un certo punto sentii il bisogno di andare al cesso. Attraversai la massa urlante ed infiammata in mezzo
alla pista e mi recai al bagno, che era suddiviso in settori da porte. Sulle piastrelle bianche campeggiavano scritte di ogni tipo, dalle bestemmie più efferate alle dichiarazioni d’amore più infantili e mielose.
Ad un tratto sentii chiudersi la porta d’ingresso ai bagni dietro di me, con tanto di chiave. Mi voltai e vidi sei ragazzi, tutti sui 18 o 19 anni, tutti molto simili tra loro, fissarmi minacciosamente. Erano vestiti molto alla moda, occhiali da sole tra i capelli pieni di gel, jeans a zampa d’elefante, magliette girocollo attillatissime che sottolineavano i loro corpi palestrati e i loro toraci ampi, sui quali pendevano collanine strozzacollo o grossi crocifissi dorati, qualcuno aveva orecchini anche al naso e capelli lunghi, ricci e neri fino oltre le spalle. Nonostante fossi più grande di loro di qualche anno, dimostravo assai di meno a causa della mia struttura fisica piuttosto gracile. In confronto a quei ragazzotti, sembravo un poppante. In quanto a forza bruta, dunque, ero totalmente in balia loro, e se solo avessi provato a ribellarmi mi avrebbero massacrato senza alcuno scrupolo. In un attimo fui circondato e due di loro mi costrinsero ad inginocchiarmi, mentre gli altri quattro cominciarono a slacciarsi i pantaloni.
Quello più vicino a me, si tirò fuori velocemente il cazzo ancora in fase di erezione, mi prese per la nuca e mi spinse la testa contro i suoi testicoli, intimandomi di leccarglieli a dovere, altrimenti mi avrebbe, sue testuali parole, spaccato il culo. Mi ritrovai la faccia tra i suoi genitali pelosi, il suo cazzo longilineo che si appoggiava sulla mia fronte mentre assaporavo la consistenza dei suoi grossi coglioni. Un altro di loro mi prese il braccio destro e mi mise in mano la sua verga lunga e già piuttosto dura, comandandomi con un
grido soffocato: “Forza, masturbami il cazzo!”.
Stessa cosa fece un altro alla mia sinistra, mentre l’ultimo dei quattro che avevo davanti a me si tirò fuori anche lui un cazzone lungo e gonfio avvicinandomelo alla faccia, così che mi ritrovai completamente attorniato da quel gruppo di maschi in calore, stretto tra i loro pubi giovani, pelosi, irruenti, vigorosi. I due che avevo davanti, a causa della loro giovane età, non sapevano dosare le loro forze, e mi strattonavano la testa di continuo sfregandomela con forza addosso ai loro peni e ai loro scroti pesanti e pelosi. Li sentivo ansimare faticosamente sopra di me, stringendomi in una morsa di sesso e violenza. Entrambi si stancarono di farsi leccare i coglioni, interamente insalivati, e prendendomi per la nuca cercarono di ficcarmi i loro due cazzi oramai durissimi e grandi in bocca. Sembravano tutti ossessionati dai pompini, tanto che nessuno ebbe l’idea di incularmi. Forse avevano scoperto da poco il piacere di farsi succhiare il cazzo dalle loro fidanzate, e nella bolgia della discoteca li ha colti un furore sessuale tale da far perdere loro la capacità di discernere tra maschio e femmina.
“Dai, coglione, succhiaceli tutti e due, forza!!”, mi urlavano dall’alto, guidando dentro la mia bocca i loro cazzoni lunghi e spessi con una mano, mentre con l’altra mi tenevano la testa ferma. Li presi in bocca entrambi ma inizialmente riuscivo a far passare solo i due glandi paonazzi e tesi. Spingevano forte dentro, sempre più dentro, così che riuscii ad allargare smisuratamente l’apertura e a far entrare buona parte dei loro peni.
“Guardami negli occhi, Cristo!”, fece uno dei due, e rivolsi uno sguardo di sottomissione dal basso verso l’alto a quegli splendidi animali pieni di sperma giovane e
caldo che mi seviziavano procurandomi un piacere smodato.
“Così, bravo, dai…tutti e due in gola, porcoxxx!”, recitò gemendo quello alla mia sinistra.
“Aahhhh, siiii, ciucciali, porcodxx, succhiali fino alle palle”, fece l’altro, quasi in competizione con l’amico, sfidandosi a colpi di centimetri di cazzo nella mia bocca. Avevano un sapore forte, un po’ acido, ma tutto sommato erano puliti, cosa non frequente tra i ragazzi di quell’età. Quello più alto mi urlò selvaggiamente:
“Dai, fammi sentire come godi, stronzo!” “Mmmhhhh…!” “Di più, porcodxx, di più!!!” “Mmmmhhhh….! Mmmhhhhhhhhh….!!” “Ancora, porcamaxxxxx, facci sentire meglio, facci godere, porcodxx!”
Spingevano con forza dentro la mia bocca, tutti e due contemporaneamente, al ritmo di una hit che stavano dando in quel momento nei locali adiacenti della discoteca, la versione dirty, non censurata, di “The jump off” di Lil‘ Kim. Ripetevano a memoria le parole di quella canzone eccitante e complicata, ficcandomi le loro verghe dure sulla cadenza delle percussioni.
I due che mi stavano a destra e a sinistra e che masturbavo da un po’ si erano avvicinati sempre di più, ansimando violentemente e tenendomi per i capelli con le mani: ormai quasi soffocavo stretto com’ero tra i loro bacini. Il compito dei due che mi stavano dietro e che mi fecero inginocchiare all’inizio, non era unicamente quello di immobilizzarmi e di scongiurare eventuali miei tentativi di ribellione, ma di masturbarsi con i loro pubi appiccicati alla mia testa, sfregando addosso ad essa gli scroti ripieni dei loro coglioni
grandi e duri Il chiaro intento di tutto il gruppo era quello di venirmi addosso, inondandomi e schizzando tutti più o meno insieme fiotti di sperma caldo sulla mia faccia.
Passarono così alcuni minuti, poi si diedero il cambio. Quelli che prima erano a lato mi si misero davanti, e mi porsero i loro cazzi sulle labbra. Uno dei due, quello sulla destra, aveva un pene enorme, molto allungato, peloso e robusto, massiccio e ruvido. Mi prese la testa, aiutato dal compare sulla sinistra, e mi soffocò tra i peli del suo pube. Presi in bocca le sue palle sode, voluminose. Intanto mi gridava furiosamente: “Prendi i gola i miei coglioni, dai, mangiali…!” “Succhiali tutti e due insieme, porcodxx!”, fece l’altro, contribuendo a spingermi addosso a quello scroto imbottito e folto. Sentivo i peli sfregarmi sulla lingua, assaggiai la consistenza delle sue palle pesanti e spesse, due uova dure nella mia bocca. Lui gemeva sopra di me, e nell’estrema eccitazione mi spinse con la testa sempre più giù, sempre più in basso finché non mi ritrovai girato con la faccia sotto il suo inguine irsuto, stretto tra le sue cosce. I coglioni mi sbattevano sul mento mentre leccavo l’inguine. Mi ritirai su e mi rimisi nella posizione precedente, di nuovo pronto a succhiare. L’episodio dell’inguine fece venire in mente una balzana idea ad uno dei due che mi tenevano fermo da dietro. Si tirò giù completamente i pantaloni e le mutande, e si piegò a 90 davanti a me porgendomi le natiche villose, intimandomi:
“Adesso lecca il culo a me, dai, cazzone!”
Vinsi il ribrezzo, anche perché ormai l’eccitazione nascondeva completamente il pudore, e cominciai ad infilare la lingua nel buco del suo culo. Ma ovviamente così non bastava, ed ecco che subito uno di loro da dietro mi afferra la testa e mi schiaccia letteralmente il viso tra le natiche del tipo, che intanto gemeva, urlando:
“Più in fondo, porcodxx, voglio la tua lingua in fondo!!!” E così passò la prima mezz’ora di quella mia lunga notte di piacere.
By Lillo
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