Racconti erotici

Racconti erotici presi dal web


Siamo una coppia esibizionista

Ciao, siamo sempre Maria e Paolo, come promessovi racconteremo delle altre nostre avventure.
Come ben sapete io non porto mai intimo quindi sono sempre pronta a cogliere in ogni attimo la situazione migliore, non essendo ricca purtroppo devo andare a lavorare, sul posto di lavoro vesto abbastanza castamente, di solito indosso delle gonne larghe e delle camicette abbondanti in modo da mascherare i capezzoli quando si irrigidiscono, oppure dei taieur con la gonna a portafoglio, nessuno dove lavoro immagina che troia sia, tutti mi vedono come una brava sposa tutta casa e marito. Appena posso, svelo la mia vera natura e mi trasformo, capita infatti che lavorando a Milano in centro debba prendere la metropolitana e spesso e’ piena, scelgo il vagone dove la gente si accalca, mi metto ordinatamente in coda, poi tra uno spintone e l’altro salgo, quando sono su, cerco di appoggiarmi il piu’ possibile con le natiche o con le tette a qualche maschio, spesso capita che qualcuno allunghi le mani con mia immensa gioia, come per esempio un paio di settimane fa. Vi racconto, erano le 18,30 scendo le scale che portano sulla banchina della metro, sono vestita con un taieur grigio, gonna portafoglio e giacca sotto sono come sempre nuda ad eccezione di un top sotto la giacca, arrivo giu’, vedo la folla, scorro con lo sguardo i presenti, ormai ho l’occhio allenato, individuo subito un tizio che si guarda intorno con aria di voler spogliare ogni donna che vede, decido che fa per me, mi piazzo vicino, lo squadro bene, non e’ molto alto, i capelli neri, un po di pancetta, il classico impiegato insomma.
Arriva il treno, la gente scende, mi sposto per agevolarne l’uscita, cosi’ facendo appoggio con non curanza il culo contro il tizio, lui non reagisce, ora tocca a noi salire, ci accalchiamo alla porta, lui e’ li dietro di me, ormai siamo dentro, la folla ci comprime, ho le tette schiacciate sul suo petto, con la sua mano sinistra si e’ attaccato al bastone che e’ dietro di me, appoggio il culo contro il bastone e quindi contro la sua mano, le sue dita sono li ferme.
Il treno chiude le porte, un sobbalzo ci scuote, sento le nocche della sua mano appoggiarsi quasi per sbaglio contro il mio pube, con non curanza apro un po le gambe e mi schiaccio contro, ci guardiamo, gli sorrido, mi risponde, scuoto il culo sulle sue dite, immediatamente sento che la mano sul pube scivola di lato, in pochi istanti trova il lembo della gonna, lo scosta, sempre guardandolo in volto gli faccio capire che mi piace (una cosa che ho imparato e’ che se ci stai bisogna sempre sorridere, oppure il tizio dopo una palpatina veloce, si sposta).
Sento la sua mano che mi scorre la gamba, mi tocca le calze, risale, ora e’ alla fascia che sorregge le autoreggenti, arriva alla pelle nuda, mi schiaccio meglio contro di lui, in faccia mi rendo conto che devo avere un sorriso ebete, ma sono gia’ su di giri, lui ormai lanciato, affonda la mano, arriva al pelo, si ferma, mi fissa stupito, gli sorrido.
Il treno arriva alla fermata, apre le porte, come al solito sale altra gente, lui ora e’ pressato da dietro aderisce ancor di piu’ contro il mio corpo, la sua mano mi tocca la figa nuda, infila un dito dentro verso la fessura, sento che sono bagnata, gli umori mi colano giu’ verso le gambe, lui mi stropiccia la bernarda, prende il mio bottoncino ormai duro che sembra quasi un cazzetto, lo tira, lo gira mi sembra che tutti capiscano che sto per venire, arriviamo ad un’altra fermata, salgono ancora due persone, so’ che devo venire in fretta tra poco arriveremo alla prossima e scenderanno tutti, lui e’ rosso in viso sento la sua gamba che vibra, appoggio una mano sui suoi calzoni, da sopra gli stringo il cazzo e’ duro, lo massaggio, sento le gambe cedere, vengo, gli innondo le dita del mio seme, sono venuta appena in tempo, alzo lo sguardo ed infatti il treno sta entrando in stazione, abbasso la gonna, scendo sospinta dalla folla, mi allontano con la marea umana, verso l’uscita, sento il mio succo colare sulle gambe, sono tutta sudata, mi giro a controllare ma lui non c’e’ piu’ dietro di me, purtroppo non capita spesso di trovare delle persone cosi’.
Finora mi sono divertita solo un paio di volte oltre a questa sui mezzi, una volta e’ stato sulla 91, sono salita, quella volta con mio marito, facevamo finta di non conoscerci, mi ero preparata con cura, era primavera, portavo una gonnellina corta a pieghe e una maglietta attillata, arriviamo alla fermata prescelta (eravamo andati un paio di volte a fare delle verifiche), io salgo davanti a lui, il filobus e’ pieno, mi piazzo davanti a dei ragazzi stranieri (sono i piu’ facili da agganciare), siamo sul fondo del mezzo, le porte si chiudono, inizia lo spettacolo.
Mio marito, subito allunga la mano sul mio culo, io rimango indifferente, mi palpa infilando la mano sotto la gonna, il filobus ci scuote, la folla ci comprime uno contro l’altro, ad un tratto il ragazzo al mio fianco deve aver notato il movimento, perche’ ora sento due mani sul culo, riconosco sulla chiappa sinistra quella di mio marito, sulla destra sento una stretta un po piu’ violenta di una mano nuova, il nuovo arrivato mi soppesa la chiappa.
Approfitto di ogni scossone per appoggiarmi meglio al ragazzo, ora ho il culo contro il suo cazzo, ci divide solo la stoffa, mio marito con disinvoltura, mi passa davanti, gli strizzo l’occhio, eseguiamo alla perfezione il copione preparato a casa, aspetto la fermata, poi con il movimento della gente che sale approfitto per girarmi con il viso verso il ragazzo, che ritrae la mano, mio marito si riappoggia dietro di me, mi spinge contro il tizio, ora sento il suo cazzo spingere contro il mio pube, mi muovo leggermente sfregandolo, lui si eccita, il cazzo diventa duro come il marmo.
Ripartiamo, quasi subito sento le dita di mio marito che mi stuzzicano la Rosellina, il ragazzo, allunga ancora la mano, ora tocca la mia figona calda, mi stuzzica le grandi labbra, mi stimola il bottoncino, la folla e’ talmente tanta che anche se fossi nuda nessuno si accorgerebbe di niente, poi siamo in un angolo dietro e quindi maggiormente protetti dagli sguardi altrui.
Allungo una mano, gli abbasso la cerniera e infilo le dita dentro, ci masturbiamo per tutto il tragitto fino alla prossima fermata, dove ci dobbiamo fermare per non destare sospetti, ma appena si richiudono le porte via si riparte, ormai siamo alla soglia dell’orgasmo, ed in fatti dopo pochi metri percorsi dal filobus, sento i getti caldi del ragazzo sulla mia mano, la estraggo cosi’ piena di sborra, lui si copre i pantaloni con il giubottino estivo, io mi ricompongo e scendo con mio marito alla fermata dopo, lui non ci segue.
Passeggiando ritorniamo alla macchina e torniamo a casa.
Purtroppo devo anche ammettere che non sempre il nostro gioco e’ facile, spesso finisce tutto con degli strusciamenti e basta, come quella volta durante una fiera di paese, ma questa e’ un’altra storia.

 

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