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Viaggio in treno

Viaggiavo da Bologna verso Milano, nel primo pomeriggio di una brumosa giornata di novembre. Il riscaldamento era al massimo ed i vetri non si potevano aprire : molte persone erano scese alla stazione ed altre erano salite e nello scompartimento ristagnava l'aria pesante del rspiro di tanti viaggaitori che l'avevano affollato nella mattinata. Seduto di fronte a me c'era una persona anziana intenta a leggere il Corriere della Sera e al suo fianco una donna, probabilmente la moglie; di fianco a me un ragazzo moro, probabilmente uno studente universitario o giù di lì, che sfogliava degli appunti sottolineati ed evidenziati. Con il tepore e lo sferragliare monotono del treno sui binari mi assopii, reclinando la testa di lato, libera con i miei pensieri sempre più leggeri. I rumori di sottofondo mi giungevano ovattati ed una sensazione di leggera eccitazione sessuale mi cullava nel dormiveglia.Alla stazione di Parma il treno si fermò con uno scossone : mi riassettai un pochino guardandomi attorno dove i coniugi davanti a me continuavano per i fatti loro chi a leggere chi a guardare fuori dal finestrino. Sorrisi alla donna e, per darmi un tono, aprii la borsetta tirando fuori lo specchietto per riassettare il trucco. Nel darmi il rossetto non mi sfuggì, riflesso nello specchio, l'occhiata che il mio vicino di viaggio stava dando alla mia scollatura: in effetti per il caldo, forse innavvertitamente, avevo slacciato un bottone di troppo alla blusa, lasciando intravedere il pizzo nero del reggiseno. Mi riabbotonai la blusa e continuai a guradarmi allo specchio. Il ragazzo si stava ancora dedicando agli appunti che teneva sulle ginocchia e faceva finta di nulla. Il treno ripartì e nel nostro scompartimento entrò una ragazza , bionda, di 18-20 anni, con una minigonna vertiginosa che andò a sedersi a finco alla signora e di fronte al ragazzo seduto al mio fianco. La mia attenzione, e non solo la mia, evidentemente, fu attratta dalla ragazza. Seduta con le gambe accavvallate ed inguinate in un collant nero fumo prese un libro dalla borsa che teneva a tracollo e cominciò a leggere. Il ragazzo faceva finta di leggere ma in realtà cercava di sbiciare la ragazza, che a sua volta non lo considerava pari. Al ragazzo scivolarono alcuni fogli e subito si chinò per raccoglierli, ma invece di fare in fretta mi accorsi che indugiava, come se non ne trovasse uno: fu allora che pensai di provoMarco un pò. Aprendo le gambe leggermente feci risalire la mia gonna mentre il ragazzo si girava verso di me: non se lo aspettava evidentemente ma la sua attenzione fu istantaneamente attratta dai miei slip neri . Il ragazzo si rialzò con i fogli in mano, chiedendoci scusa per il disturbo, e si risedette a fianco a me.Gli sorrisi per un centesimo di secondo ma poi continuai a guardare di fronte a me, come se fossi interessata ad un articolo del giornale che il mio dirimpettaio di posto aveva spalancato di fronte a me. 
Con la coda dell'occhio mi accorsi che il ragazzo ora sbirciava le gambe della ragazza ora la scollatura della mia blusa, che avevo nuovamente aperto. La signora, intanto, aveva estratto dalla borsa uno stick di caramelle e le stava offrendo a noi. Il ragazzo ne prese una ed una anche la ragazza. Guardai la ragazza, che nel frattempo aveva smeso di leggere, e le sorrisi. Suggeva la sua caramella in maniera sensualissima e la mia attenzione fu attratta dalle sue labbra carnose, senza rughe attorno, che si muovevavno impercettibilmente. Anche il ragazzo se ne era accorto e sembrava quasi ipnotizzato. Il libro che la ragazza stava leggendo le scivolò dalle ginocchia ed io prontamente mi chinai per raccoglierlo. Nel far questo concessi al ragazzo una generosa veduta della mia scollatura ma la mia sorpresa fu nel vedere quello che la ragazza stava leggendo, ovvero un romanzo , a giudicare dalla copertina, "Le memorie di una cantante". Lo porsi alla ragazza che per un attimo mi scrutò per vedere la mia reazione, ma feci finta di nulla e mi risistemai al mio posto.
Anche il signore di fronte a me aveva finito di leggere il suo giornale e lo sorpresi mentre mi guardava nella scollatura, che a questo punto decisi di chiudere. Il signore fece finta di nulla e riprese a guardare il suo giornale, poggiando la sua mano sulla coscia della signora, evidentemente sua moglie, a questo punto. La sua mano però non sembrava appoggiarsi lì in un gesto cameratesco, ma a me apparve molto più intimo perchè la vidi scivolare verso l'interno, fino a spingere sull'inguine. La signora, d'altrond,. la coprì quasi subito con la borsa e tenne la testa abbandonata sullo schienale della poltrona come una che si accinge a dormire. Come affascinata guardavo il braccio dell'uomo i cui muscoli evidentemente si tendevano per mettere in moto le dita della mano, impegnate in una lenta esplorazione delle cosce della donna.Il braccio si muoveva in un movimento di andirivieni, evidentemente ben gradito dalla moglie i cui muscoli delle gambe parvero ad un certo punto irrigidirsi sotto la gonna.

 

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