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Ero in fila al supermercato, davanti a me una signora, alta, in tailleur nero, scarpe con tacchi altissimi, calze nere velate guarnivamo un paio di caviglie sottili, i capelli biondi legati sul capo, lasciavano scoperto un collo lungo e eburneo, non vedevo che la sua schiena e le mani che ponevano i prodotti sulla cassa, mani lunghe, unghie smaltate con uno smalto rosa. Cercavo di vedere di più ma non si voltava, era una donna interessantissima, solo quando il cassiere ebbe finito il conto lei si voltò di tre quarti e riuscii a vedere il profilo,il naso aquilino e le labbra piene, il seno non troppo grande ma ben evidenziato, poteva avere 40/45 anni, molto ben portati. Riempì le sue buste e si avviò verso l’uscita, pagai anch’io velocemente le poche cose che avevo acquistato e le andai dietro, lungo la rampa vidi che poggiava in terra le buste chiaramente affaticata, mi offrii di aiutarla, lei si aprì in un sorriso ringraziandomi, mettendo in mostra i denti bianchi e regolari, qualche lieve ruga intorno agli occhi era l’unico sintomo che non era una ragazzina, ma il mio primo giudizio venne confermato, era un bellissimo esemplare di femmina, sprizzava femminilità da tutti i pori. Tenendo le buste della spese l’accompagnai fino alla macchina, la aiutai a sistema i pacchi nel portabagagli, le tenni aperta la portiera mentre saliva in macchina e lì tentai il primo approccio e le chiesi se la potevo rivedere in un contesto diverso, sorrise chiaramente lusingata e mi chiese il numero del telefono, mi avrebbe chiamato lei, le diedi un mio biglietto dicendogli che non sapevo nemmeno il suo nome e aggiunsi che il mio era Giorgio, lei sempre sorridente mi disse di chiamarsi Daniela soggiunse che non poteva darmi il suo numero perché era sposata. Dopo qualche giorno mi telefono
“Buongiorno sono Daniela, oggi vado al supermercato, le va di prendere un caffè insieme, ci vediamo alle quattro”
Puntuale mi feci trovare al supermercato alle quatto, lei era già li, ancora con il tailleur nero e le calze velate, un lieve accenno di rossetto la rendeva più desiderabile, ci sedemmo ad un tavolo interno di un piccolo bar, per qualche minuto tra noi ci fu silenzio, sorbimmo il caffè, poi fu lei a rompere gli indugi
“E’ indubbio che ci sentiamo attratti a vicenda, penso di non sbagliare vero?”
“No non sbagli, mi sono sentito attratto da te dal primo momento che ti ho vista l’altra volta, sei una donna affascinante”
“Scusa se vado subito al sodo, ma se vogliamo incontrarci ci dobbiamo organizzare, io sono sposata e da me non possiamo”
“Anch’io sono sposato, ma troveremo un sistema, dimmi quando sei libera”
Volevo accompagnarla ma volle che rimanessi nel bar mentre lei andava via, lo stesso giorno chiamai un amico che gestiva un piccolo ma grazioso hotel vicino al mare, ci accordammo che mi avrebbe lasciato una camera libera in ogni momento, mi organizzai a casa dicendo che avrei dovuto avere una riunione fuori città in un giorno a venire e rimasi in attesa. La telefonata non tardò molto, mi chiamò il lunedì successivo dicendomi che si era liberata per l'intera giornata di giovedì, ci accordammo per vederci non lontano da casa mia per le 11, chiamai il mio amico, dissi in ufficio che il giovedì sarei andato da un cliente, a casa le cose erano già sistemate, confermai solo che il giorno sarebbe stato giovedì. Puntuale, la trovai all'appuntamento, anche questa volta era elegantissima, un vestito nero molto semplice abbottonato sul davanti, calze nere velate e scarpe eleganti con tacco. Quando salì in macchina, si accostò dandomi un bacio su una guancia, intravidi piacevolmente il solco dei seni liberi da ogni costrizione, aveva un profumo dolce ed eccitante, le dissi che saremmo andati a pranzo sul mare, lei ne fu felice.
Prendemmo un aperitivo per fra passare il tempo, alle 12 eravamo al ristorante, mangiando chiacchierammo come vecchi amici, ma si vedeva che eravamo ambedue impazienti di rimanere soli, chiesi il conto e andammo subito in albergo.
In camera ci fu solo un attimo di imbarazzo, poi la presi fra le braccia e la bacia, era morbida ed arrendevole, rispose al bacio con passione, stringendomi le braccia al collo, sentivo i seni morbidi schiacciati contro il torace, le labbra si fusero, le lingue si cercarono. Fu un bacio lungo e violento, poi affannati ci staccammo l'uno dall'altra, lei si avvicinò al letto e cominciò a spogliarsi, lo feci anch'io con una calma irreale, rimanemmo così di fronte, io solo i boxer lei solo con minuscole mutandine nere, i seni eretti orgogliosamente verso di me, i capezzoli turgidi, i boxer riuscivano a mala pena a trattenere la mia erezione. Mi avvicinai e ci baciammo ancora, il contatto della sua pelle calda mi eccitò ancora di più, la presi in braccio e la posi sul letto, lei si tolse lo slip, io i boxer e ci abbracciammo di nuovo, la mia bocca affondò sul suo seno profumato, succhiai i capezzoli mentre le mie mani stringevano a coppa i seni, poi la mia lingua scese a baciare il ventre, leccai l'ombelico, e fui sul monte di venere, era completamente depilata, con la lingua segui il contorno della fica, l 'odore di donna era penetrante, dai sui umori capivo che era eccitata, ruotava i fianchi sotto i colpi della lingua, la penetrai, leccai l'interno delicato delle mucose, succhiai il succo aspro dell'eccitazione, le sue mani erano sulla mia schiena, sentivo le unghie graffiarmi mentre gemeva e si agitava, sollevai il capo ma le mi trattenne
"No no continua…, continua così… cosìììì si"
Continuai a leccare la dolce fica, mentre la stuzzicavo anche con le dita, lei era una biscia sotto di me, tutto il suo corpo era un tremito, il respiro affannoso, le mani che artigliavano la mia testa tenendola premuta contro la sua femminilità, poi esplose in un orgasmo violento
"Uhhh cosìì so così ohhh continua…. "
Lentamente gli spasimi del suo orgasmo cessarono, si rilasso, sollevai il capo e mi misi a cavalcioni del suo ventre, con la cappella sfiorai i capezzoli, strinsi i seni intorno al cazzo, e cominciai a muoverlo, lei sollevò il capo e con la lingua lecco la cappella, allora mi misi in ginocchio su di lei che con le labbra mi prese lo scroto, succhiandomi i testicoli, la feci desistere e guidandolo con le mani gli misi in bocca il pene dall'alto, lei spalancò la bocca e si lasciò penetrare, spinsi a fondo riempiendole la bocca finchè riuscii, poi presi a scoparla nella bocca, lei succhiava e mi tratteneva per la vita, la stanza era pervasa dal risucchio delle sue labbra e della sua bocca.
Il bel viso era distorto dal piacere, la bocca aperta a riceve il cazzo che io le spingevo sino in gola, un rivolo di saliva le scivolava sul mento ma la sua lingua e la sua bocca continuava incessantemente a lavorarsi il mio sesso, lo sfilai, lei si pulì la bocca con la mano, aveva le cosce aperte ad offrirmi il sesso aperto, mi inginocchiai fra le cosce, con la mano le passai la cappella sulla fica senza penetrarla, le si contorse, sollevò il ventre, invocandomi
"Scopami, scopami, ficcamelo dentro, ti voglio sentire dentro"
"Si adesso te lo metto dentro, adesso ti lo faccio sentire tutto"
Spinsi il cazzo dentro la sua spaccatura bollente, era grondante di umori, bagnata dalla saliva, spinsi il cazzo dentro con violenza e cominciai a pomparla, lei rispose con la spinta del ventre contro di me, i suoi seni erano schiacciati contro il mio torace, la mia bocca cercò la sua, ci mordemmo a vicenda mentre la scopavo con ritmo continuo, si stacco dalla mia bocca e mormorò
"Aspetta, mi giro, aspetta fammi voltare"
Mi scansai e lei sgusciò via da sotto il mio corpo, si mise in ginocchio davanti a me, tenendosi sulle mani, il culo bianco e duro era davanti a me, mi spinsi contro di lei, il cazzo rientrò dentro la fica, e cominciai a pomparla, i seni ballonzolavano ad ogni colpo, le mie mani le aprivano le natiche, sentii sotto le dita lo sfintere che pulsava sotto le mie dita, lo accarezzai con l'indice, poi lo forzai lentamente
"Ahhhh si si aprimelo, si spingi"
Tolsi l'indice e sempre scopandola le infiali il pollice nel culo, lei si agitò sempre di più gemendo, infilai anche l'altro pollice allargando il muscolo anale, sentivo sotto le dita il mio cazzo che la scopava, attraverso la membrana che divideva le sue due aperture, sentivo il mio piacere salire, mi trattenevo, ma subito sentii lei scuotersi, stava godendo, allora anch'io mi lasciai andare schizzai dentro di lei, con forza, svuotai i ciglioni dentro quella fica insaziabile, inarcando le reni in un ultimo violento colpo. Ci accasciammo sul letto, ansanti, bagnati dal mio sperma e dal suo liquido, poi ci sollevammo, lei si scostò dal viso i capelli che le si erano sciolti, mi sorrise
"E' stato bello, anche per te spero"
"Sei stupenda, una stupenda femmina da sesso"
Ci rivestimmo nella tristezza del dopo coito, in silenzio lasciammo la stanza e sempre in silenzio tornammo in città, quando arrivammo alla fermata dell'auto dove voleva essere lasciata, mi accarezzo il viso, mi baciò sulle labbra
"Ti spiace se ti chiamo ancora? Voglio far ancora l'amore con te"
"Chiamami quando vuoi, abbiamo ancora tanti piacere da provare"

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