Per vari giorni ricordai quel pomeriggio, era stato intenso, una passione violenta, avevo ancora nelle narici l'odore del suo corpo, sentivo la sua pelle sotto le mani, il mio corpo dentro il suo, l'intensità della sua partecipazione. Non avevo modo di raggiungerla, andai svariate volte dove l'avevo incontrata, il super mercato, il bar, ma di lei nessuna traccia poi improvvisamente una telefonata
"Ciao, sono Daniela, sei disponibile oggi pomeriggio, io sono libera e ho voglia di rivederti"
"Si come no, ma non so dove possiamo andare, che dici"
"Dai troveremo un modo, possibile che non c'è un modo, ci vediamo alle tre"
Non mi diede nemmeno il tempo per rispondere, non sapevo trovare una soluzione, però pensai che un modo doveva esserci. Passai a prenderla alle tre, mi stupì perché non era elegante come al solito, ma era bellissima, un abito leggero, grigio con dei fiorellini, notai che era senza calze e ai piedi aveva delle scarpe comode, i capelli come al solito legati sulla nuca, un lieve trucco con un rossetto rosato.
"Dove mi porti ?"
mi chiese mentre mettevo in moto l'auto
"Non so, tu che dici, nell'albergo dell'altra volta non possiamo andare"
"Non conosci nessun posto tranquillo"
Ricordai una palazzina per la quale avevo fatto recentemente una perizia, era ancora in costruzione, ma i lavori erano stati sospesi, avevo le chiavi del locale interrato destinato a garage. Non le dissi nulla, arrivati sul posto scesi per aprire la serranda, entrai con l'auto e richiusi, il locale era vasto illuminato da basse finestre schermate e dalla luce dei fari della mia auto.
"Non è comodo come l'albergo, ma qui non ci disturba nessuno, ti spiace"
Mi sorrise, cercai di abbracciarla ma lei mi sgusciò via e scese dalla macchina, la seguii, ci abbracciammo e ci baciammo con passione, le sollevai il vestito e sentii sotto le dita la sua pelle fresca, morbida e levigata, le sollevai il vestito sopra le testa, rimase solo con uno slip bianco, i seni stupendi dritti verso di me, sentii la sua mano sul mio inguine, accarezzo il mio sesso, la lingua guizzante fra le labbra, abbassò la lampo dei pantaloni, infilò la mano dentro la patta, districò il cazzo dai peli, lo tirò fuori, si chino e lo prese subito fra le labbra, lo succhiò tutto dentro la bocca, sembrava impossibile invece ci era riuscita, cominciò a succhiarmelo e muovere il capo facendolo entrare ed uscire dalle sue labbra, risucchiava rumorosamente, ogni tanto il pene gli sfuggiva e rimaneva unito alla sua bocca solo da fili di saliva ma subito lo riprendeva in bocca vorace, le sue mani intanto mi accarezzavano i testicoli strizzandoli e tirandoli, sentii che il mio godimento arrivava veloce, non volevo venirgli in bocca, la presi sotto le ascelle e la sollevai, le mie mani andarono subito sotto le mutandine dove trovai una fontana di umori, le mie dita la toccarono nelle sue intimità, la feci voltare di spalle e la feci poggiare al cofano della macchina, le abbassai le mutandine, mi chinai sulle natiche e le baciai, la lingua percorse lo stretto sentiero che portava all'avvallamento dello sfintere, lo sentii pulsare sotto la lingua, lo umettai bene, lasciando bagnato della saliva, poi lo allargai con le dita, mentre lei si agitava gemendo, le mie dita esplorarono la delicata mucosa preparandola quello che volevo
"Voglio tutto, voglio entrare qui dentro, non dirmi di no"
"Fai quello che vuoi ma svelto, svelto, non ne posso ma accarezzami dolcemente"
" Tenni la cappella contro lo sfintere, spinsi, lei si ritrasse ma subito si rilassò, spinsi ancora, lo sfintere cedette pian piano, la cappella forzò il muscolo anale che si rilassava e si contraeva, spinsi ed con un rumore secco la cappella forzò completamente lo sfintere
"Ahhh, ahhh, piano accarezzami, continua ti prego continua"
Con una mano sul suo fianco con l'altra a guidare il cazzo nella sua strada, spingevo lentamente ma continuamente, penetravo dentro di lei e continuai a spingere finchè il mio ventre non rimase incollato alle sue natiche, poi presi a muovermi dentro di lei, accompagnato dai sui gemiti di paicere, le mie mani cercarono la fica, la toccai ed improvvisamente la sentii bagnata da un getto di orina che schizzava fra le cosce il piacere le aveva fatto rilassare i muscoli e tutto, ma io non smisi mentre il piscio le scendeva fra le cosce continuai ad incularla poi sentii il desiderio farsi più forte, aumentai il ritmo ed alla fine schizzai dentro il suo intestino con colpi violenti, mi abbrancai al suo corpo e rimasi così sino a che non mi rilassai, lasciai il suo corpo, lei si voltò il bel volto stravolto dal piacere e rigato di lacrime
"Scusa scusa non sono riuscita a trattenermi, che vergogna, scusami"
Le diedi dei fazzoletti di carta per asciugarsi, l'aiutai, si rivestì con calma continuando a piangere, l'attirai a me e la baciai asciugandole le lacrime con i baci
"Ti ho fatto male, l'avevi già fatto?"
" No, non ti preoccupare, l'avevo fatto ma non mi piaceva oggi invece…."
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