Daniela mi aveva fatto conoscere la sessualità della donna matura, cominciai ad interessarmi a questo tipo di donna, sia in strada sia sul lavoro presi a prendere di mira le donne oltre i quaranta che incontravo. Si dividevano in due tipi, quelle stanche dalla vita, sciatte, tristi e inavvicinabili, quelle che ancora si consideravano desiderabili, in tiro, sempre eleganti, spigliate e disponibili. Non c'era distinzione fra sposate e non, anzi forse quelle sposate erano più disponibili, ne ebbi la prova con la moglie di un cliente, la conobbi durante una visita di lavoro allo studio del marito, un medico molto affermato e votato al lavoro, non era molto alta, ben tornita, capelli corti color rosso accesso, tipico delle donne over quaranta. Al momento di lasciare lo studio dopo il colloquio con il marito mi accompagnò lei alla porta, tenni la sua mano qualche attimo in più fra le mie, le vidi brillare gli occhi, immediatamente percepii la scintilla della donna, insoddisfatta delle attenzioni del marito e che voleva essere corteggiata, le chiesi il numero del telefono, sottolineando "privato", mi diede il numero del telefonino, dicendomi
"Mi chiami quando vuole, tanto lui non c'è mai"
La chiamai appena in strada
"Ho chiamato troppo presto, scusami, ma sono rimasto affascinato da te, non conosco nemmeno il tuo nome, ma ti desidero, sono qui sotto al portone di casa tua"
"Ma che dice, io sono vecchia, come le viene in mente una cosa del genere"
"Non sei vecchia, sei bellissima, sei stupenda, incontriamoci, mi faresti felice"
"Non insista la prego, mi tentano le sue attenzioni…. Lui rimane a studio fino a tardi, abitiamo al piano di sopra, vuole salire"
Sentii lo scatto della serratura del portone, non presi l'ascensore, salii le scale a piedi e passai davanti allo studio del marito, non dovetti nemmeno bussare, era dietro la porta che aprì appena arrivai io, indossava un golfino rosa che metteva in risalto il grosso seno, una gonna nera e scarpe da casa, mi fece entrare dicendomi
"Mi ha preso in contropiede, prima tutto professionale poi così appassionato, non mi aveva dato l’impressione che avesse certe idee"
"Sei bellissima, vieni qui, lasciati baciare…"
La strinsi a me, il seno si schiaccio contro il mio torace, la bocca rispose docile alle mie voglie, la sua lingua si offrì subito alla mia, ci leccammo vicendevolmente, la sua bocca era dolce, le labbra avide, la spinsi contro il muro, le mie mani si infilarono sotto la maglietta, strinsi i seni, li feci uscire dal reggiseno, sentii sotto le dita i capezzoli duri, li pizzicai violentemente continuando a baciarla violentemente,
lei gemeva dentro la mia bocca, scuoteva il capo ed la mia bocca inseguiva la sua, lasciai andare i seni e scesi sui fianchi, sollevai la gonna fino alla vita, infilai le mani nei collants, le feci scorrere sul suo ventre, le mie dita scesero lente sul monte di venere, infilai le dita nel fitto cespuglio di peli ricci, sentii la fica già bagnata dall'eccitazione. Mi mise le mani sulle spalle allontanandomi da se
"Sei pazzo, sei pazzo, mi fai morire, carezzami, carezzami, fammi sentire le mani"
"Spogliati, spogliati, ti desidero, ti voglio subito"
Mentre io le tiravo via la maglietta dalla testa lei si slacciava la gonna, le sganciai il reggiseno, le mammelle grosse percorse da vene azzurrine mi esplosero davanti, bianche, le areole erano grosse e scure ed i capezzoli erano scuri ed enormi dritti invitanti, si tolse le calze e insieme ad esse le mutandine, le carezzai le cosce bianche come la neve, un pò grosse ma senza la minima traccia di cellulite, le natiche erano ancora sode e le strinsi fra le mani. Si lasciò andare in ginocchio davanti a me, tirò giù la lampo dei calzoni, slacciò la cinta, i calzoni mi scivolarono alle ginocchia, lei cominciò a mordere il cazzo sopra le mutande, la sua lingua avida mi cercava ma non aveva il coraggio di denudarmi del tutto, fui io ad abbassare gli slip, lei si gettò su di me come un'invasata, tenne il cazzo duro contro il mio ventre le mani che stringevano i testicoli, poi la sua bocca cominciò a muoversi, la lingua prese a leccarmi prima lo scroto, attenta a leccare tutto, mentre le mani continuavano a tenere il cazzo fermo, poi la lingua salì leccando l'asta del pene, la saliva scorreva dalla sua bocca bagnandomi il corpo, arrivò alla cappella, scostò il cazzo lo tenne davanti a se, lo succhio dentro avida e rumorosa, era una ventosa, la saliva le scivolava dalla bocca bagnando l'asta, quando lo lasciava, solo per pochi attimi, ci univano strisce di saliva, ma si riempiva subito di nuovo la bocca del mio sesso, era affamata e eccitata, dovetti fermarla, volevo dedicare il mio piacere per scopare la sua fica bagnata, la feci alzare, lei mi spinse su una sedia, mi sedetti e lei, voltandomi le spalle si sedette su di me, le natiche bianche, sulle quali risaltava il nero buco del culo ed un grosso ciuffo di peli che ricopriva la fica, la penetrai e lei mi accolse con gemito lungo e acuto, poi prese a muoversi lei sopra di me, lentamente sollevandosi e riabbassandosi, mentre io le carezzavo le natiche opulente, scavando nel loro solco, cercando lo sfintere che pulsò sotto le mie dita. I suoi movimenti divennero man mano più violenti, si impalava sopra di me, scuoteva il capo, si carezzava le mammelle ondeggianti, la presi per la vita e la feci rimettere sopra la mio cazzo duro ma stavolta con il viso verso di me, seppellii la faccia fra i seni mentre lei continuava a scoparmi sempre più veloce
"Ohhh si scopami, si scopami fammi godere… si si ancora"
"Si troia, datti da fare, sei tu che ti devi muovere, dai dai veloce"
I miei incitamenti fecero aumentare la velocità del suo movimento, sentivo la fica bagnata fradicia, lasciarsi penetrare sino in fondo, la mia testa era persa fra le mammelle calde e profumate, succhiavo i capezzoli, mordevo la carne morbida, le mie mani erano sulle sue natiche, le mia dita esploravano lo sfintere che rispondeva con movimenti incontrollabili, stavo per venire ma mi trattenni, volevo che godesse, volevo essere indispensabile per lei e alla fine la sentii godere, non potevo non sentirla, perché mi strinse a se gridando
"Uhhh si si si godono si ahh uhmmmm si stringimi"
Aspettai che il suo tremore orgasmico cessasse e poi fui io a lasciarmi andare schizzando dentro di lei il mio seme, lei lo accolse con il capo rivolto all'indietro, strizzando il cazzo nella stretta delle cosce vogliose, schizzai tutto poi mi rilassai, il cazzo si ammosciò, lei mi baciò a lungo, assentai il suo bacio con lussuria, senza che le mie dita lasciassero lo sfintere che le stringeva come una morsa
"Hai un culo stretto che è un piacere, l'hai mai preso nel culo"
"No, non l'ho mai fatto, mi fai male, ma… mi piace, mi piace"
"La prossimo volta voglio mettertelo in questo bel buchino stretto, vuoi che torno vero ???"
"Si si devi tornare, mi fai rivivere, ma lì ti prego no, carezzami, toccami, ma dentro no, mi fai male"
"Vedrai che ti piace, non puoi sapere se ti piace quel che non hai mai fatto"
"Baciami, baciami e stringimi"
Riaffondai il capo fra le mammelle, erano deliziose, pesanti, i capezzoli sempre più turgidi, li morsi li eccitai fra le labbra, il cazzo si era nuovamente indurito, la feci alzare e la spinsi contro un tavolo,le sue natiche bianche erano eccitanti, la presi da dietro, cercai di metterglielo nel culo ma lei resistette e non volli insistere, ero certo che al prossimo incontro avrebbe ceduto la prossima volta, la scopai a lungo, il mio ventre sbatteva rumorosamente contro le natiche, la fica era un bagno tra il mio sperma precedente e i suoi succhi, le mie mani strette contro le mammelle
"Ti piace, dimmi se ti piace, lo vuoi ancora ??? ti piace???"
"Ohh si mi piace, mi fai morire, dai spingi, svelto, svelto stò per venire"
"Godi, godi, sei una furia, apri questa fica, uhmm si così"
Stavolta fui io a venire prima di lei, ma lei mi seguì subito dopo con una serie di gemiti, scotendo le natiche tanto forte da far uscire il cazzo ormai flaccido. Ci staccammo languidi, raccolsi i miei abiti, lei andò in bagno e tornò in accappatoi
"Grazie, grazie, quando vuoi tornare io sono qui, mi hai fatta risentire donna, come non mi accedeva da tanto tempo"
"Sei donna, sei femmina, sei puttana, ma sei vuoi che torno mi devi offrire il culo"
"Non dire nulla, non ti prometto nulla ma torna, torna, "
La lasciai e tornai in macchina, di lei mi rimaneva il profumo, il piacere ed un numero di telefono, non sapevo nemmeno il suo nome, la chiamai
“Sono sempre io, non sappiamo nemmeno i nostri nomi, io mi Giorgio e tu?”
"Anna, chiamami presto, hai risvegliato in me la donna, chiamami”
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