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E' stato un vero divertimento, non ho mai passato delle vacanze così divertenti, avventurose ed appassionanti assieme a mio marito (Davide)! - è quello che Paola ripeteva continuamente agli amici che incontrava.
Le ultime tre settimane di Agosto le avevano passate in Australia, un tour organizzato da loro con un lungo lavoro di ricerca su internet. Però tutta questa euforia e soddisfazione cominciò a venir meno nel momento in cui i due ripresero la loro routine quotidiana: sveglia alle 7:30, fuori di casa entro le 8:30, rientro tra le 19:00 e le 20:00.
Paola, pur essendo sposata da quasi 15 anni, iniziò ad avvertire un senso di oppressione; la vita matrimoniale, benché fosse perfetta (totale armonia intellettuale, sentimentale e sessuale con Davide) cominciava ad andarle stretta. Dopo qualche settimana, nel profondo della sua crisi, Paola ricevette una telefonata da un ragazzo conosciuto in vacanza, Luca.
- Ciao Luca come stai ?
- Bene grazie, è da tanto tempo che pensavo di chiamarti, ed oggi mi sono finalmente deciso !
- Hai fatto bene, avevo proprio voglia di sentire una voce diversa, mi sento abbastanza annoiata in questo periodo.
- Sai Paola, in questi giorni o rivisto alcune delle foto che ci siamo fatti in spiaggia e devo dire che sono rimasto parecchio tempo a fissare il tuo corpo. Quando stavamo in riva al mare non mi ero reso conto della tua bellezza e della tua sensualità; il tuo comportamento nei miei confronti era tale da considerarti mia amica da sempre.
Dopo questa frase Paola si sentì ribollire il sangue; da tanto tempo non aveva ricevuto dei complimenti al tempo stesso sensuali e discreti, e questo le diede il coraggio di rispondere:
- Grazie Luca, devo dire che sei un tesoro, se non fossi così lontano potremmo organizzare qualcosa.
- Beh, Paola, tu sei a Bergamo ed io sono Padova, in un paio d’ore, in macchina o in treno, ci si raggiunge l’un l’altra !! Anzi, ora che ho sotto mano la mia agenda, mi sono reso conto che sarò proprio a Bergamo tra circa 2 settimane, sai io seguo le vendite per le province di Padova, Verona, Brescia e Bergamo
- D’accordo, ci sentiamo per i dettagli un paio di giorni prima, ciao Luca.

Inutile dire che per Paola iniziò un conto alla rovescia. L’orizzonte generato da tale attesa la mise immediatamente di buon umore. Inoltre era stuzzicata dal fatto che Luca non avesse nominato Davide, e questo le fece immediatamente pensare che l’interesse di Luca non fosse limitato ad un semplice saluto o ad uno scambio di foto delle vacanze.
Dopo 12 lunghi giorni ecco la telefonata di Luca:
- Ciao Paola, mercoledì a mezzogiorno sarò a Bergamo, dove possiamo incontrarci ? Tieni conto che non sono molto pratico della città !
- Vediamoci alla stazione, poi ti porto in un locale tranquillo dove possiamo chiacchierare tranquillamente

Per quel giorno, Paola si prese una mezza giornata di ferie, ovviamente all’insaputa del marito, anche se non riusciva a spiegarsi perché avesse taciuto a Davide delle telefonate con Luca.
Mercoledì, ore 12:05, Paola è in piedi alla fermata dell’autobus nel piazzale della stazione, Luca arriva con la sua automobile e resta immediatamente folgorato. Maglioncino accollato, gonna corta aderente, calze autoreggenti (almeno questo aveva immaginato), stivali con tacco a spillo. Con tale abbigliamento Paola faceva una gran figura e, certamente, non corrispondeva alla memoria che Luca aveva di lei: maglietta, pantaloncini, scarpe da tennis, cappellino con visiera ed occhiali da sole.
Una volta in macchina, esauriti i saluti ed i convenevoli, Paola indicò a Luca la strada per il ristorante. In effetti si trattava di una trattoria nelle campagne appena fuori città; un luogo tranquillo ma, soprattutto, lontano da sguardi indiscreti. Il tavolo al quale vennero fatti accomodare era piuttosto piccolo, tanto piccolo da far incontrare più volte le loro gambe. Paola non capiva cosa le stesse succedendo. Lei, sola al ristorante, con un uomo che non fosse suo marito e con la sensazione di essere una ladra al suo primo furto. Mentre pensava a queste cose, Luca iniziò un discorso che le fece dimenticare tutto e tutti:
- Sai Paola, ora che siamo faccia a faccia, devo dirti che hai un gran paio di tette ! Scusami per la volgarità, ma ho alcune foto che ti ho fatto di nascosto mentre prendevi il sole in topless, e quando le guardo mi si riempie la mente di fantasie …
- Mi stupisci Luca, è proprio vero che non si conoscono veramente le persone. Ti pensavo una persona più a modo, il classico venditore dedito solo al lavoro, e invece sei molto audace.
- Scusa Paola, non ti volevo offendere, forse mi sono lasciato scappare una parola sbagliata …
- Non hai capito, io mi sto eccitando da morire, sono stanca di essere trattata da mio marito come se fossi un articolo tecnico, voglio qualcuno che mi faccia sentire un po’ una troia …
- Caspita Paola, anch’io sono positivamente sorpreso del tuo comportamento, tanto che non ti posso nascondere che in questo momento mi ritrovo tra le gambe un cazzo duro e turgido, ti prego, usciamo da questo posto !

Saliti in macchina, Luca cominciò a far scorrere la sua mano destra sulla coscia sinistra di Paola, ed in men che non si dica, la sua mano giunse sul sesso di lei. Con grande sorpresa si rese conto che Paola si era tolta gli slip (ecco perché era andata al bagno prima di lasciare il ristorante – pensò). Paola divaricò le gambe per meglio accogliere le dita di Luca che subito si fecero spazio ed iniziò a masturbarla con un movimento dolce ma profondo. Aveva praticamente perso la cognizione del tempo e dello spazio, lei non si rendeva conto che erano le 15 di un giorno di ottobre e stava gironzolando in automobile a gambe aperte.
Luca, cercò di mantenere il minimo distacco mentale per poter condurre il suo mezzo in una stradina sterrata abbastanza isolata.
- Luca, ho una gran voglia di succhiartelo, vedo i tuoi pantaloni piuttosto deformati, tiralo fuori !!
- Eccolo – rispose – mentre con la mano destra accompagnava la testa di Paola verso il suo membro

Paola non esitò a far scomparire in gola quel pezzo di carne dura come un torrone.
Mentre era china verso il sedile di lui, Lica allungò la mano sopra la schiena di lei fino ad infilare il dito medio nella figa ormai fradicia di umori. Dopo aver così lubrificato il dito, lo infilò nel culo rosa ed accuratamente depilato di Paola. Dopo questa manovra, Luca si rese conto di ciò che aveva fatto. Aveva innescato una bomba a orologeria !! Paola, infatti, amava tantissimo i rapporti anali, anche se non lo aveva mai confessato al marito. Era per lei una fonte di orgasmi estremamente intensi ed indescrivibili.
- Luca – disse Paola dopo pochi secondi – ti prego, sfondami il culo !!

Luca non se lo fece ripetere una seconda volta, abbassò il sedile di lei, la fece sdraiare, le fece divaricare le gambe verso l’alto e, dopo essersi posizionato sopra di lei, impugnò il suo membro e lo infilò in quel culo che aspettava solo di essere aperto.
La sua posizione gli consentiva di vedere in faccia Paola e godere di ogni smorfia che lei aveva sul viso mentre lui sferrava colpi su colpi.
Dopo averla fatta godere per bene, Luca inondò di sperma l’intestino di Paola, quindi si tolse e si risedette sul suo sedile. Paola rimase 30 secondi con le gambe aperte con un rigagnolo bianco che le scorreva tra le chiappe per poi gocciolare sul tappetino.

Quell’incontro sconvolse l’animo di Paola.
- Allora piaccio ancora – ripensava .
- Io, non solo mi vedo attraente, ma lo sono. Il mio corpo ha ancora molte cose da raccontare !

Nei giorni seguenti scambiò mail di fuoco con Luca, ricordando gli avvenimenti del loro incontro e fantasticando possibili evoluzioni.

- Sai Luca – scrive Paola – sulla tua macchina ho rivissuto i momenti che molti anni fa ho vissuto con mio marito. Ci conoscevamo da poco e stavamo esplorando i nostri corpi. Io ho imparato a far godere un uomo con la mia lingua, ora so come leccargli l’uccello per portarlo sull’orlo dell’eiaculazione e poi smettere, e poi ricominciare. Ho imparato come farmi penetrare bene, e come prenderlo in culo ! Già il culo ! Le amiche alle quali ho accennato questa mia fantasia mi hanno considerato una depravata. Secondo me sono solo frigide. Il rapporto anale, se fatto bene, è a dir poco stupendo. Ti senti squarciare senza possibilità di opporti a questo treno in corsa che sta per travolgerti. Intendiamoci, apprezzo tantissimo i rapporti “tradizionali” ma quando sono veramente eccitata solo una bella inculata riesce a farmi sbollire.

Luca rimase stupito e contento al tempo stesso. Finalmente una donna che vive il sesso senza complessi, porca ma non depravata; niente spilli, tute in pelle ma solo un sano cazzo duro con tutto ciò che riesce a dare.

Come se le belle cose si fossero messe d’accordo, dopo un paio di settimane, Paola riuscì ad entrare in contatto con una sua vecchia fiamma: Antonio.
Con Antonio lei ebbe le sue prime esperienze sessuali e, forse per questo, le rimase sempre nel cuore anche dopo molti anni di matrimonio. Ma oggi Antonio non è un semplice ricordo, non è un amore passato bensì un desiderio a portata di mano. Già, Paola vorrebbe poter incontrare nuovamente Antonio e fargli vedere quante cose ha imparato negli anni.
Le cose non sono però facili, Antonio è sposato con figli e lavora spesso all’estero.

Dopo qualche mail interlocutoria, la prima telefonata:
- Ciao Paola, sono Antonio, ricordi ancora la mia voce ?
- Veramente non me la sono mai dimenticata – rispose con la voce tremante – e non capisco come sia possibile che a distanza di quasi 20 anni io sia ancora così attratta da te !
- Forse sarà perché sono stato il tuo primo “vero” ragazzo, colui che ha potuto approfittare della tua verginità. Sai, sono parecchio cambiato, forse la famiglia, forse il lavoro però credo tu possa immaginare quale aspetto della mia personalità non ha subito cambiamenti.
- Sai Antonio, hai ancora la capacità di incantarmi, la tua voce ha un potere ipnotico su di me. Io spero che i tuoi cambiamenti non abbiano a che fare con la tua arte amatoria ?!
- È qui che ti volevo ! Sapevo che non mi avevi cercato solo per la mia voce o per i pochi capelli che mi ritrovo !
- Desidero tanto incontrarti, stringerti, baciarti e forse anche ….
- Purtroppo, cara Paola, passo 5 giorni ,a volte 7, all’estero ed il fine settimana lo passo con la mia famiglia, comunque restiamo in contatto, prima o poi troveremo l’occasione giusta.


La speranza di poter incontrare Antonio, rese Paola estremamente felice e, per festeggiare, si concesse una mezza giornata di shopping sfrenato.

Al suo ritorno a casa cominciò a provare i completino intimi che aveva acquistato. Erano tutti molto belli e non vedeva l’ora di mostrarli sia a Luca che ad Antonio, ma, nell’attesa, li mostrò a Davide, il quale, non solo apprezzò verbalmente, ma al quarto completino si denudò e diede vita ad una intensa ora di sesso con Paola.

I due hanno sempre avuto una eccezionale intesa sessuale, ma Paola continuava ad avvertire una necessità di cambiamento. Mi spiego, Paola non pensava assolutamente di lasciare Davide, anzi, era molto innamorata di lui, però voleva provare qualcosa di alternativo, qualcosa che (a suo pensare) rafforzasse il legame col marito.

Settimana dopo settimana si avvicinarono le festività natalizie, quindi, a parte gli auguri di rito, non vi furono altri contatti.

Con l’anno nuovo Paola riprese subito i contatti con Luca, e decise che sarebbe andata a trovarlo. Controllò l’orario dei treni e si organizzò per raggiungere Padova, ovviamente tutto doveva svolgersi in giornata altrimenti Davide non l’avrebbe bevuta (Paola disse che si sarebbe incontrata con delle vecchie amiche di scuola e che sarebbe tornata molto tardi)
Appena dopo pranzo, Paola si avviò alla stazione quindi, una volta arrivata, posteggiò la macchina e si diresse verso i binari delle partenze. Eccolo, il treno la stava aspettando, un treno che le faceva turbinare il cervello come non mai. Erano quasi 20 anni che non prendeva il treno da sola, e ricordava benissimo quei viaggi fatti per andare a trovare Antonio.
Ma ora si profilava una nuova avventura, una nuova esperienza ed anche una nuova sfida. Una sfida con se stessa. Ora non poteva nascondersi dietro scuse quali “è successo così all’improvviso che non ho saputo dire di no”. Ora stava facendo qualcosa di premeditato che solo un paio d’anni fa avrebbe ritenuto un grave tradimento, ma oggi si sente diversa, sta semplicemente dando sfogo ad una passione, un capriccio o qualcosa del genere.

Due ore interminabili, il viaggio da Bergamo a Padova non pensava potesse essere così lungo, e in tutto quel tempo la sua mente era unicamente dedicata a Luca. Due ore di fantasie, già, perché Luca le aveva accennato qualcosa che aveva in mente e Paola era divorata da tali propositi.

Finalmente il treno arrivò a destinazione e, fuori dalla stazione, Luca era in trepidante attesa.
- Ciao Luca, mi sei mancato tantissimo.
- Anche tu Paola, e pensare che ci sentiamo abbastanza spesso !
- Cosa ne dici di andare a bere qualcosa ? – Propose Luca
- D’accordo, berrò qualcosa di caldo, il treno non era così confortevole.

I saluti erano pieni di una specie di imbarazzo. Entrambi sapevano perché si trovassero in quel luogo ed entrambi cercavano di avere dei comportamenti “da normali amici”.
Seduti al tavolo del bar, sciolsero la tensione raccontandosi le rispettive vacanze di Natale, ma ben presto gli argomenti di circostanza si esaurirono. Quindi, Luca propose di andare a casa sua.
Paola accettò con piacere, sapeva che Luca era single e non ci sarebbero stati problemi.

Giunti a casa, Luca la fece accomodare sul divano e, dopo aver regolato a dovere le luci e sottofondo musicale, accese qualche candela per dare ancora più calore al suo appartamento.
In queste cose Luca ci sapeva fare, Paola lo considerava un romantico Dongiovanni perverso !!!

Erano già le 16, Paola doveva prendere il treno del ritorno alle 22.30, quindi non c’era tempo da perdere.

Luca si sedette accanto a Paola e, mentre la baciava sul collo, cominciò a sbottonarle la camicetta. Paola si tolse la camicetta ed anche il reggiseno. Quei due seni turgidi attirarono immediatamente le labbra di Luca che vi si avventò contro. Comincio a succhiare e mordicchiare i capezzoli, Paola non distingueva cosa fosse più intenso, il dolore o il piacere.
Quando Luca ritenne che i capezzoli ne avessero avuto abbastanza, sfilò da sotto la gonna gli slip e con la lingua andò alla ricerca della fonte dalla quale sgorgavano tutti quegli umori che avevano intriso gli slip.
Prima che fosse troppo tardi, Paola si tolse tutto ciò che indossava; non poteva certo rischiare di sporcare i vestiti !
Anche Luca non perse tempo, ed in un attimo era vestito solo con la sua pelle, quindi tornò dove era rimasto. Affondò con la lingua tra le labbra del sesso di Paola quasi stesse assaporando il gelato del suo gusto preferito. Paola si contorceva e con la mano sinistra era riuscita a raggiungere ed afferrare il membro di Luca. Lo sentiva duro caldo e pulsante. Senza pensarci due volte iniziò a masturbarlo.
A quel punto Luca avvicinò il membro alla bocca di Paola e le disse:
- Fammi vedere come succhi il cazzo a tuo marito, troia !
Paola prese in bocca il cazzo ed afferrò Luca per le chiappe, in modo da ingoiare quel membro quanto più potesse, fino a che le sue labbra toccarono lo scroto.
Inutile dire che è estremamente difficile resistere ad un pompino ben fatto, quindi, dopo un po’ di succhiate, Luca, sfilò il suo sesso dalla gola di Paola, si sdraiò sul tappeto, afferrò il membro e lo raddrizzò in modo da metterlo perpendicolare al suo corpo. Paola intuì che Luca voleva che lei si sedesse sopra quindi, aprì le gambe in modo da scavalcare Luca, si accovacciò dandogli le spalle fino ad arrivare con la sua figa gocciolante ad un paio di centimetri dal glande. A questo punto divaricò con entrambe le mani le piccole labbra e, con un movimento lento ma deciso, si abbassò fino ad accogliere nel suo ventre quella specie di obelisco del sesso.
Paola non amava i cazzi troppo lunghi ne quelli troppo corti. Li voleva poco più lunghi di quanto potesse accoglierli. In questo modo, con un piccolo sforzo avvertiva una piacevole pressione interna e, al tempo stesso, riusciva a far strisciare le labbra sui peli del pube del partner.
Luca era bloccato dal corpo di Paola e faceva fatica a muoversi come avrebbe voluto. Paola, invece, controllava la situazione, muoveva il bacino avanti e indietro, ogni tanto si sollevava e poi ricadeva velocemente; quando mancava poco all’orgasmo cominciò a sollevarsi ed abbassarsi velocemente, dopo pochi secondi Luca lancio un urlo, si irrigidì completamente ed eiaculò copiosamente. Paola aumentò la frequenza dei suoi movimenti, le mancava pochissimo e non voleva ritrovarsi tra le gambe un cazzo moscio senza aver goduto !
Dopo pochi movimenti anche Paola raggiunse l’orgasmo, era tutta sudata, strinse le cosce e rimase ferma alcuni secondi per assaporare quei brividi che si diffondevano in tutto il corpo. Era molto soddisfatta, si tolse da quella posizione, si accovacciò e cominciò a leccare il cazzo esausto di Luca. Paola amava assaporare quel misto di umori maschili e femminili che si ritrovano sul sesso di un uomo dopo una bella scopata.
In meno di un minuto, il membro esausto riprese la sua carica e questo stimolò immediatamente i due.
- Vuoi che ti faccia un pompino ?
- Non aspetto altro, ti prego, leccamelo e stringimi dolcemente le palle !

Paola cominciò a leccare e succhiare fino a lucidare con la sua saliva quel cazzo che, in meno di 30 secondi eruttò nuovamente una generosa dose di sperma. Questa volta, però, nulla andò perso; Paola ingoiò avidamente quel nettare che riteneva essersi meritata e si sdraiò poi accanto a Luca.

I due passarono alcuni minuti in silenzio con gli occhi rivolti verso il soffitto e la mente che ripercorreva tutti gli avvenimenti dell’ultima mezz’ora.

Poi si ricomposero, una sciacquata alle parti intime e uscirono per andare a mangiare qualcosa.
Una pizza, una birra ed un caffè, quindi via verso la stazione.
Paola salutò Luca con un bacio sulla guancia e si diresse verso il treno che già l’attendeva.

Poco prima delle 2:00 rientrò a casa, si mise il pigiama e si infilò nel letto dove Davide dormiva già da alcune ore.
Davide dormiva tranquillo e felice senza dubitare minimamente di Paola e tale situazione rimase immutata per un paio di settimane.
Giorno dopo giorno, Davide si rese conto che i comportamenti di Paola non erano i soliti. Non riusciva a focalizzare chiaramente cosa ci fosse di diverso, ma qualcosa c’era. Ad un certo punto si consolidò la convinzione che nella vita della moglie vi fosse un altro uomo. Nessuna prova, solo degli indizi riguardo un presunto tradimento, e questa situazione generò in lui la necessità di parlarne con qualcuno.
Non è facile parlare con qualcuno di queste cose, e spesso risulta più facile farlo con estranei.
Passano altre due settimane e poi:
- Pronto, Mara, ciao sono Davide come stai ? – Mara è la migliore amica di Paola, e Davide ritenne che lei potesse essere a conoscenza di qualcosa in grado di placare i suoi dubbi.
- Ciao Davide, devo dire che è una vera sorpresa, non ci sentiamo da tanto tempo !! – In effetti Davide non aveva mai avuto un rapporto particolarmente intenso con Mara, del resto lei era la migliore amica della moglie, non la sua !
- Sai, sono un po’ imbarazzato, vorrei parlarti di persona di alcune cose che ultimamente mi accadono attorno e delle quali non trovo spiegazioni !
- Volentieri, cercherò di trovare un momento di tranquillità per incontrarci e parlare. Senti, lasciami il tuo indirizzo di posta elettronica, ti faccio sapere quando sono libera.
- Grazie, sei molto gentile, ci sentiamo a presto, ciao !

Davide era molto felice e stupito. La grande disponibilità di Mara ed il fatto che lei non avesse chiesto l’argomento del quale discutere lo lasciarono decisamente impressionato.

Dopo due giorni arrivò la mail tanto attesa: “ Ci vediamo lunedì verso le 18 al bar della piazza centrale”

Puntualissimi, i due si incontrarono al posto convenuto ed affrontarono immediatamente l’argomento:

- Allora Davide, cosa ti sta consumando ? – disse Mara con un po’ di sarcasmo
- Sai, ho l’impressione che Paola abbia una relazione con un altro, e pensavo che tu potessi raccontarmi qualcosa !
- Accidenti, non usi mezze parole, ma sei sicuro di quello che dici ? Io e Paola ci sentiamo abbastanza spesso e, francamente, non mi ha mai detto in modo esplicito quanto affermi !!
Abbiamo avuto modo di parlare del momento difficile che ha vissuto nei mesi scorsi, ma ora mi sembra che sia tutto passato.
- Già, questo è quanto pensavo anch’io, ma ho notato alcune cose che mi fanno pensare diversamente.
- Facciamo così, io vedo di parlare con Paola per capire qualcosa in più, resta evidente che non farò alcun cenno riguardo al nostro incontro; non appena avrò delle notizie ti faccio sapere.
- Grazie Mara, sapevo di poter contare su di te.

Esaurito il discorso importante, si intrattennero ancora una mezz’ora e poi fecero ritorno a casa.

Passarono circa 10 giorni e poi ecco il messaggio: “Ciao Davide, ho avuto modo di raccogliere delle informazioni, ti aspetto sabato mattina (9.30 –10) nel mio appartamento in Via Delle Mura al 12. Se hai problemi avvisami.”

I giorni sembravano non passare, poi arrivò l’atteso sabato. Davide uscì di casa dicendo che doveva sbrigare alcune commissioni e si diresse da Mara. Dopo qualche difficoltà raggiunse l’indirizzo indicato, posteggiò e, una volta dinanzi al citofono, suonò con decisione il campanello.
- Ciao, ti stavo aspettando, ti apro subito – Mara non chiese neanche chi stesse suonando, diede velocemente le indicazioni per raggiungere l’appartamento ed aprì il portone.

Giunto al pianerottolo, Davide suonò il campanello. La porta si aprì dopo pochi secondi ed apparve Mara in pigiama.
- Scusami Davide, la sveglia non ha funzionato e mi sono alzata in ritardo, comunque entra pure, non credo che il mio abbigliamento ti scandalizzi !
- Per nulla, del resto sei a casa tua – Rispose Davide mentre salutava Mara con un rituale scambio di baci.

Proprio durante i saluti, Davide notò una cosa strana. Mara non aveva l’odore di chi si è alzato da poco, ma di chi ha appena terminato un bagno profumato. Che strano – pensò – per quale motivo mi riceve in pigiama, boh, stiamo a vedere.
L’appartamento era davvero minuscolo, però arredato con gusto e funzionale.
- Scusa per il disordine, ti dispiace se ti faccio accomodare sul letto ? Come puoi vedere non ho un soggiorno e il divano è ancora trasformato in letto !
- Figurati, mi sentirò più a mio agio. Allora cosa hai scoperto ?
- Sai Davide – iniziò Mara dopo essersi seduta accanto – non ho avuto modo di parlare con Paola della questione, però avevo voglia di vederti e parlarti.
Dopo questa premessa Davide era molto agitato, e non sapeva cosa pensare, preferì mantenere la calma e continuare ad ascoltare la voce di Mara che, oggi come non mai, gli risuonava nelle orecchie in modo sensuale e tranquillizzante.
- Come sai ho avuto anch’io i miei problemi coniugali, anche se non per colpa mia, e devo dire che ora mi sento molto meglio; ho superato le mie paure e le mie insicurezze cambiando in parte il mio approccio nei confronti dei rapporti interpersonali.
- Non capisco cosa vuoi dire
- Ti faccio un esempio.

A quel punto Mara prese la mano destra di Davide e la infilò sotto la giacca del pigiama appoggiandola sul seno destro.
- Mi sono perfettamente resa conto di come mi hai annusata quando sei entrato, e la cosa mi ha subito eccitata !

Davide, dopo un momento di sbigottimento si rese conto di quanto era piacevole accarezzare quel seno e sentire tra le dita quel grosso capezzolo che si induriva secondo dopo secondo. Mara chiuse gli occhi e reclinò lieve mente il capo all’indietro accompagnando la mano di Davide a stringere con forza il capezzolo.

- Ora non pensare a nulla, sdraiati e rilassati. – disse Mara, mentre con la mano destra spingeva il busto di Davide verso il letto.

Una volta sdraiato, Mara gli slacciò i pantaloni, glieli sfilò e, dopo uno sguardo al viso di Davide, gli tolse anche i boxer.
Era eccitato e imbarazzato. Si trovava con il membro al vento sul letto di una amica con la quale scambiava qualche parola al mese !
Mara impugnò saldamente il cazzo di Davide ed iniziò a muovere il polso lentamente stringendo sempre più forte. Dalla mano di Mara sporgeva una noce di carne rossa come il sangue e pronta a penetrare qualsiasi cosa.
In un attimo si tolse il pigiama e, guardando negli occhi Davide, gli si sedette sopra infilandosi da sola il cazzo tra le cosce.
- Sai Davide, era da un po’ di tempo che volevo scopare con te ! Solo sesso. Solo uno sfogo. Non dirmi che non hai mai fatto pensieri nei miei confronti ?
- Non so cosa dire, so solo che sto godendo un sacco !
- Bravo, allora muoviti, fammelo sentire per bene

Davide non se lo fece ripetere ed iniziò a muoversi sferrando colpi veloci e profondi. Le mani andarono a catturare e strizzare i capezzoli che ondeggiavano col ritmo che lui imponeva. Il viso di Mara mostrava alternava espressioni di godimento e di dolore. Un lieve dolore per quei capezzoli tormentati ed un grande godimento per quell’amplesso proibito.
- Spingi, spingi, sto per venire …

A distanza di 30 secondi Mara ebbe due orgasmi, mentre Davide non riuscì a sfogarsi.
Mara si sollevò e si mise nella nota posizione 69. Mentre non la sua lingua stuzzicava cappella di Davide, questi la afferrò per le chiappe e la tirò a se per affondare il più possibile la sua lingua in quella figa profumata e liscia. Dopo essersi assaporati a vicenda, Mara lo fece alzare in piedi, si mise in ginocchio davanti a lui ed inizio a masturbarlo con decisione. Dopo poco Davide spruzzò in faccia a Mara tutto lo sperma che possedeva.

Mentre Mara andò in bagno a pulirsi, Davide si rivestì e si sedette a ripensare a quanto accaduto.
- Dunque Davide, come ti senti, pensi di aver tradito Paola ? Io non credo, sono certa che questa sera la scoperai a dovere, e forse meglio di altre volte !
- Con questo volevi comunicarmi che Paola si scopa altri uomini e io non devo farci caso ?
- No, volevo solo farti capire che a volte può essere utile fare qualcosa che normalmente giudichiamo “proibito”.

Davide non era molto convinto dei discorsi di Mara. L’unica cosa certa era che si era fatto una bella scopata.

- Forza, non preoccuparti e torna a casa.
- Scusa se sono un po’ frastornato, ma non è mia abitudine fare quanto abbiamo fatto !
- Ti capisco. Comunque pensaci.

Davide si avviò alla porta e mentre stava per uscite Mara gli sussurrò all’orecchio: “ la prossima volta ti offro il culo !”

Quell’ultima frase gli rimescolò in modo violento i pensieri già confusi, tanto che tornò a casa senza rendersi conto di non aver fatto nessuna delle commissioni per le quali era uscito.
Dopo l’avventura con Luca, Paola maturò la consapevolezza di essere una donna ancora attraente, sensuale e un po’ porcellina. Certo non poteva togliersi dalla mente il suo adorato marito, ma la sua voglia di esplorare nuovi territori faceva passare in secondo piano tutti i buoni principi che le erano stati insegnati.
Su consiglio di Mara, iniziò ad avventurarsi su internet alla ricerca di qualcosa che potesse soddisfare la sua voglia di nuovo. Certo non mancano i siti di incontri, di scambio o anche porno, ma Paola non riusciva a trovare qualcosa che la stimolasse. Di una cosa era certa; negli ultimi tempi sentiva la necessità di far esplorare il proprio corpo ad un altro uomo, in particolare era attratta dai rapporti anali. Si, questa sensazione al confine tra il dolore ed il piacere, il pensare di sentirsi profondamente penetrata e, al tempo stesso, avere la passera libera per poter essere toccata, masturbata, penetrata o quant’altro.
Dopo molto vagabondare approdò su una chat. I primi giorni dovette fare un po’ di gavetta, non conosceva nessuno e poi tutti si presentavano con dei nomi strani e difficili da ricordare. Comunque, in meno di una settimana riuscì a fare qualche conoscenza. Certo non è facile pensare di conoscere una persone che neanche possiamo vedere, e per questo cominciò a scambiare le proprie foto con i nuovi amici.
Ovviamente non poteva chiedere a Davide di scattarle delle foto, pertanto imparò ad usare l’autoscatto. Le prime foto erano piuttosto caste, al massimo con un bel capo di intimo, ma col passare del tempo, cominciò a farsi foto erotiche liberando al massimo la sua fantasia.
Ovviamente, anche i suoi nuovi amici erano estremamente contenti di questa sua passione fotografica tanto che si moltiplicarono le richieste di appuntamento.
Paola si sentiva con una certa regolarità anche per telefono con 4-5 ragazzi della chat, ma nutriva un interesse speciale per un certo Alberto.
Alberto le dava l’impressione di essere una persona seria, dolce ma capace di darle quello che stava cercando.
Essendo entrambi impegnati, non potevano incontrarsi ne da uno ne dall’altra, pertanto si diedero appuntamento in una località fuori mano per entrambi.
Paola sapeva che non poteva accontentarsi di un’ora o due, pertanto ebbe cura di combinare l’incontro il giorno stesso in cui Davide sarebbe partito alla volta di Parigi per lavoro.

Dopo aver accompagnato Davide in aeroporto, Paola iniziò una lunga giornata di preparativi. Prima il parrucchiere, poi l’estetista quindi un po’ di shopping per acquistare un completino intimo da urlo.
Dall’estetista, che conosceva molto bene, non ebbe la minima esitazione e con aria molto decisa disse: voglio la mia patatina liscia come le guance di un bambino, voglio che il mio uomo pensi di leccare una pesca succosa appena sbucciata ! L’estetista capì esattamente cosa doveva fare e in meno di un’ora realizzò il capolavoro.
Alle 19 Paola prese l’auto e si diresse al luogo convenuto. Era una stazione del treno a circa 30Km da casa, li Alberto la stava aspettando. Si erano visti solo in foto e sentiti al telefono, l’emozione si tagliava col coltello, ma in pochi secondi, dopo un bacio veloce ma sensuale, i due ripresero il controllo della situazione. Alberto invitò Paola a posteggiare ed a salire con lui.
- Allora Paola, cosa vuoi fare, andiamo a mangiare qualcosa ?
- Sai Alberto, sono talmente agitata che mi si è chiuso lo stomaco, non credo che riuscirei ad apprezzare una buona cena.
- Non c’è problema, possiamo andare in un locale a bere qualcosa, oppure ….
Mentre Alberto proponeva soluzioni alternative, Paola gli si avvicinò e, con molta maestria, gli abbassò la lampo, la infilò nei boxer ed impugnò saldamente il suo membro già turgido. L’auto sbandò lievemente, Alberto non si aspettava una azione così decisa. Senza dire nulla, Paola iniziò a massaggiare e succhiare quel cazzo di generose dimensioni come se nulla attorno a lei esistesse.
Mentre si dirigevano verso un motel poco distante, Alberto dovette invitare più volte Paola a fare una piccola pausa. Non ce la faceva più a resistere !
In meno di dieci minuti erano all’interno della camera del motel. Un luogo riservato, pulito e, a suo modo, affascinante.
La camera era spettacolare, aveva al centro una grossa vasca idromassaggio già pronta con acqua calda ed una schiuma profumatissima. I vestiti saltarono via in un istante, e poi di corsa nella vasca. Passarono quasi 30 minuti immersi in quel ribollio di profumi, 30 minuti di carezze, baci leccatine e massaggino, poi uscirono e si distesero sul letto.
- Alberto, ti ho detto vero di cosa ho voglia ?
- Certo, me lo hai detto più volte, io sono pronto a farti godere però voglio che tu sia bendata !
- D’accordo, mi piace questa cosa !

Dopo averla bendata la fece inginocchiare sul letto tenendo però la faccia sul cuscino. In quel modo le sue chiappe erano in bella mostra pronte per essere sfondate !
Alberto si diresse verso lo zaino che aveva portato con se, frugò velocemente ed estrasse un fallo in gomma piuttosto grosso, lo unse con una crema neutra e si avvicinò a Paola.

- Sei pronta ?
- Certo, ma cosa hai in mente ?
- Te ne accorgerai presto.
- Ti prego racconta quello che stai facendo !
- OK, ora comincio con il leccarti questo buchino rosa tanto carino e indifeso

Paola si stava sciogliendo, nessuno le aveva mai leccato quel buco e non pensava che le avrebbe procurato un piacere così intenso.

- Adesso comincio ad infilarci il dito indice, piano piano fino a metterlo tutto. Ti prego rilassati, altrimenti ti faccio male !
- Spingi, spingi di più
- Stai calma, non è il momento di spingere, ora sto solo preparando la strada.

Dopo aver ammorbidito per bene il culetto di Paola, Alberto impugnò il fallo di gomma e lo appoggiò su quel foro che da rosa stava diventando rosso.

- Cos’è ? – disse Paola
- Tranquilla è un mio fidato compagno d’avventura, ora lascialo entrare, adesso spingo un pochino.
- Oddio !!! E’ troppo grosso, non ci passa, fai piano, fermati !!!
- Calma, calma rilassa i muscoli …. ecco ….così, vedi che entra !
- Mi stai facendo morire, ma non è ancora finito, mi sembra di sentirlo nello stomaco !
- Ancora un paio di centimetri e poi possiamo cominciare.
- Ah si? Cominciare ? E fino adesso cosa abbiamo fatto ?
- Questo è un preparativo !!

Paola gemeva in modo incontrollato, Alberto muoveva con maestria quel cazzo finto e portò Paola in uno stato di orgasmo quasi costante. Poi la fece sdraiare e le disse - Bene ora ci occupiamo della passerina !
Le fece divaricare le gambe al massimo ed infilò il suo uccello in quella figa ormai fradicia. Paola trattenne a fatica un urlo, e poi cominciò ad incitare Alberto:
- Scopami, scopami, spingi forte, non preoccuparti del dolore, non ne sento !!
Alberto si diede da fare e dopo poco venne dentro di lei ed assieme a lei. I due rimasero fermi in contemplazione reciproca per qualche minuto, poi Alberto si fece da parte e tolse il fallo di gomma dal corpo di Paola.

Dopo un altro passaggio nella vasca idromassaggio lasciarono il motel ed andarono a cena. Paola era estremamente soddisfatta e mangiò tantissimo, come a voler soddisfare l’ultima voglia rimasta.
Dopo la cena i due si salutarono e, non a fatica, Paola disse:
- E’ stata una serata indimenticabile, e, affinché rimanga tale, vorrei che non ci vedessimo più, preferisco interrompere tutti i nostri rapporti prima che sia troppo tardi, io ci tengo molto a mio marito e non voglio andare oltre !
- Ti capisco, è difficile per me accettare la tua scelta ma la rispetto. Ciao e buona fortuna.

A quel punto ognuno prese la propria auto e se ne andarono.
Nonostante Davide sapesse delle scappatelle di Paola, la loro intesa sessuale non ebbe flessioni, anzi, l’impressione era che vi fosse una maggiore complicità, una voglia più intensa di godere e di sfogare le proprie fantasie.
A dimostrazione di ciò, un mercoledì di Aprile, i due erano seduti a tavola ed avevano appena terminato di cenare. La TV era accesa e stavano guardando il TG delle 20.
La loro attenzione fu però distolta dal temporale che si stava avvicinando. Andarono alla finestra e notarono subito una singolare colorazione del cielo. In lontananza era limpido ma con una luce giallastra, mentre, sopra di loro, le nubi nere e cariche di pioggia avevano fatto calare la notte.
Paola scrutava il cielo e le case vicine, Davide, appoggiato dietro a lei, la stringeva e le massaggiava i seni. Poi infilò le mani sotto la tuta in modo da sentire il calore di quel corpo e poter meglio pizzicare i capezzoli. In pochi attimi, Paola avvertì il membro eretto di Davide appoggiato tra le sue chiappe. Nonostante i vestiti impedissero un contatto diretto, Paola iniziò a muovere il bacino spingendo all’indietro verso il marito. Davide, tenendola per i fianchi, spingeva in modo da farle sentire quello che la stava aspettando!
Con un gesto rapido, Davide abbassò i pantaloni e gli slip di Paola, quindi, glieli tolse dalle caviglie per permetterle di divaricare le gambe. In quel momento, l’odore del sesso di Paola raggiunse il naso di Davide; è un odore dolce, inebriante, irresistibile !
Le mani di Paola cercavano freneticamente il cazzo di Davide e, dopo avergli abbassato gli slip, lo impugnò passando una mano tra le proprie gambe fino a portarlo tra le cosce, stringendolo dolcemente.
Inutile dire che si era superato il punto di non ritorno, ora bisognava andare fino alla fine !
Sentendosi poco bagnata, Paola si abbassò per inumidire l’uccello di Davide e a quel punto Davide disse:
- Ecco, brava, mettiti in ginocchio. Non usare le mani, apri la bocca e tira fuori la lingua.

Davide impugnò il proprio membro ed iniziò a strofinarlo sulla lingua di Paola, quindi glielo infilò fino in gola togliendole il respiro. Paola gradiva molto questo, quando c’era da leccare o succhiare non si tirava mai indietro !
Proseguirono un paio di minuti in questo gioco, poi Paola prese una sedia, si mise in ginocchio con la testa oltre lo schienale e rivolse il suo stupendo culo a Davide. Lo spettacolo era come al solito grandioso, c’era solo imbarazzo della scelta: penetrare quella passera semi-aperta o sfondare quel morbido culetto. La scelta ricadde sulla prima opzione (Davide, dentro di se pensò: il culo glielo apro domani !) e in un attimo Paola si ritrovò profondamente penetrata.
Ormai, dopo i preliminari, volevano entrambi raggiungere il più velocemente possibile il culmine. Davide iniziò a muoversi velocemente facendo sbattere le palle sul pube di Paola, la quale, se non fosse stata in cima ad una sedia, sarebbe stata incontrollabile tanto si dimenava.
Davide venne per primo, ma continuò a spingere fino a far venire anche Paola. Ecco, dopo qualche spasmo tutto tornò alla calma di prima. Qualche carezza, un paio di baci per poi ricomporsi e risedersi a tavola.


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