Il mio lavoro di pubblicitario mi da grandi soddisfazioni, è molto creativo, dinamico e a contatto con la gente.
L'ultimo progetto è risultato molto intrigante. Sono stato chiamato da una ditta di produzione abbigliamento intimo e con l'immaginazione già fantasticavo piccanti situazioni ma non osavo sperare quello che sarebbe poi successo realmente.
Da controlli fatti la ditta risulta piuttosto importante, il mio socio, come sempre all'ultimo momento, non è potuto venire, e io sono un po' in ansia.
Vengo ricevuto direttamente dalla padrona-manager, la signora Erminia, un donnone energico alto quasi come me, quaranta già raggiunti, ha uno sguardo vispo e un fare deciso, di quelle che non perdono tempo e se c'è da succhiarti l'uccello non stanno a cincischiare. Non faccio nemmeno in tempo a presentarmi che già lei mi conduce a visitare la fabbrica. La padrona non smette di parlare e sciorina dati e statistiche sulla produzione. Le chiedo se, invece di prendere appunti, mi può dare qualche documentazione a riguardo e lei, sorridendo e rivolgendosi ad una figona che ci segue, me la presenta
- Verusca è la capo-produzione -
e rivolgendosi a lei - Dai al signore "qualsiasi" cosa ti chieda -
- Roberto - dico io, già eccitato per aver interpretato quel "qualsiasi" in maniera maliziosa
- Certamente, tutto - risponde lei fissandomi e lasciandomi allibito. E' una gran bella figa, alta, bionda, sulla trentina, indossa un camice abbottonato sul davanti che imprigiona un seno prorompente e sembra che i bottoni stiano per scoppiare da un momento all'altro. Lei percepisce il mio sguardo indagatore e mi sorride.
Mi guardo intorno, sono tutte donne, mi sembrano tutte carine, qui c'è un vivaio mica male!
La padrona continua a parlare spiegandomi l'importanza del lancio pubblicitario e bla bla bla. Intanto siamo giunti all'ufficio di presidenza, entra anche Verusca che chiude la porta alle spalle. Porto il discorso sul budget ed Erminia, da venditrice consumata, passa al tu, sciorina di frasi importanti: che prima di tutto bisogna essere convinti dell'alta qualità dei prodotti e del grande servizio sociale nel fare conoscere al mondo la qualità, e che in fondo si può risparmiare sulle modelle perché le dipendenti stesse saranno ben liete di rappresentare la ditta.
Io comincio a fare il difficile, affermo che voglio controllare tutto con mano e per quanto attiene le modelle rimango dubbioso perché un conto è essere carina un conto è avere un corpo da fotografia. Erminia mi stoppa con un gesto della mano e rivolgendosi a Verusca
- Cosa indossi ? -
- Il "Serenity" - risponde lei
- Fallo vedere -
Verusca esegue senza fiatare, non ci posso credere si sta sbottonando lentamente, sotto non ha vestiti, solo un completo di pizzo nero e delle autoreggenti, una visione da favola, minchia che figa!
Ma Erminia non è contenta, e dopo aver frugato su uno scaffale, porge alla ragazza una scatola:
- Mettiti queste! -
Verusca obbedisce! Si gira appena, il camice mi impedisce di vedere tutto, ma quasi non credo ai miei occhi, incurante del mio sguardo la bionda che si leva le mutande e si infila quelle date dalla padrona. Ma Ermina non è ancora contenta:
- Ma levati il camice! E sali sulla scrivania -
Verusca obbedisce, e mi da modo di ammirare il suo corpo da modella tornito e ben fatto, sodo, non troppo magro ma senza un eccesso. Si mette in ginocchio sopra la scrivania e mi ritrovo il suo inguine all'altezza della mia testa. Erminia le fa allargare le gambe, poi le sfiora le mutande proprio sul sesso dicendo rivolto a me
- Senti, senti che finezza, questo è un pizzo morbidissimo, un piacere indossarlo -
La mia mano timida sulle prime non sa che fare, poi prende coraggio e inizia a palpare quel bendiddio. Non capisco più niente, Erminia continua a parlare ma non riesco a sentirla. Sto palpeggiando la figa di Verusca e lei lascia fare come se fosse la cosa più naturale al mondo, mi guarda sorride e rimane immobile offrendosi completamente alle mie carezze.
- Verusca può andare bene - affermo cercando di assumere un atteggiamento professionale
- servirebbe anche una più giovane -
- La ditta è piena di belle ragazze, vuoi provarle tutte ? - Mi chiede Erminia con malizia, poi dice che me la sceglie lei quella giusta e, armeggiando con un interfono, urla dentro un microfono:
- Erika in direzione - e poi rivolta a me:
- Sono tutte come figlie, li ho salvate da destini ben peggiori e ora mi sono tutte riconoscenti!
Più che una mamma mi sembra una matress, a me poco importa, incomincio a pensare che qui c'è da divertirsi davvero. Forse intende pagarmi in natura, intanto per lei è tutto gratis.
Intanto mi concentro anche sul seno di Verusca, cercando di mostrarmi interessato se l'elastico del reggiseno tira e lascia segni sulla pelle, tocco e palpo a più non posso, gran bel seno, un piacere sentirselo fra le mani.
Sento bussare e vedo entrare una moretta capelli corti sbarazzini, avrà al massimo 20 anni. La capa le chiede le stesse cose, cosa indossa e poi di mostrarsi. Anche la ragazza indossa un camice abbottonato sul davanti dello stesso colore, deve essere una divisa. Subito fantastico di poter andar in giro per la ditta e chiedere, a chiunque incontri, di farmi vedere cosa c'è sotto: una erezione potente certifica il mio apprezzamento.
Anche la moretta ubbidisce si spoglia e rimane con un body velatissimo e trasparentissimo color carne, sembra nuda. Ha un corpo asciutto, due piccoli seni e due capezzoli minuti e dritti, due natiche più piccole di due mele. Si mostra sicura di se con aria di sfida.
- Fai vedere come lo sgancio del body è rapido e preciso - ordina Erminia
Erika senza fiatare si siede sulla scrivania, allarga le gambe, e, davanti a me, stacca i tre bottoncini che tengono unito il body sotto l'inguine. Il body si ritrae come un elastico e la sua figa mi si para davanti fresca e rosa. Lei continua a tenere le gambe aperte, mi guarda e sorride.
- Prova tu quanto è facile - mi invita Erminia.
Non me lo faccio ripetere, armeggio con quei bottoni a pressione e inevitabilmente le mie dita sfiorano quella fighetta che sembra quasi eccitarsi. Ripeto l'operazione più volte con il solo scopo di infilare sempre di più le dita dentro la figa. La ragazza non si ritrae, mi guarda divertita, offrendosi tutta a gambe aperte. Niente male questa maialina, la situazione mi esalta. Ma mentre sono intanto a smanettare, sento sul collo l'alito di Erminia che mi sussurra
- Allora cosa ne pensi? -
Penso che la questione non sia solo un fatto di sconto, mi sa che la signora ci marcia e vuole l'asso di briscola. Prendo l'iniziativa, afferro la mano di Erminia e la porto sulla mia patta, sento la sua mano che preme sul cazzo ormai duro da far male, la guardo e le sussurro
- Tu hai la precedenza -
Lei senza scomporsi, stringendo il cazzo, risponde serena
- Avevo visto bene, hai capito tutto, sei un tipo sveglio tu -
Centro! Ho fatto centro, la signora è una grande porcona, usa le dipendenti come ruffiane per far eccitare la sua preda, chissà in quale marciapiede le ha reclutate. Mi dico che probabilmente tutto questo mi costerà il servizio pubblicitario gratis, ma non me ne frega niente, questa situazione è troppo intrigante e mi piace da morire, devo approfittarne a piene mani.
Allungo le mani sul seno di Erminia, ma lei si ritrae:
- Rimandiamo il tutto a stasera, alle 1800 in punto, dopo il cessa lavori, adesso ho da fare -
Accidenti che donna di ferro, vuole decidere lei chi e quando. Una così la manderei a cagare, ma il contorno è troppo intrigante e mi congedo con la promessa della massima puntualità ma, prima di andare via, vorrei fare un giro per l'azienda alla ricerca di una terza ragazza. La padrona da l'ordine a Verusca di accompagnarmi e salutandomi con un gesto si avventa sul telefono. Verusca si è rimessa il camice ed è serena come se non fosse successo niente. Le chiedo di aiutarmi a cercare qualcuna con un culo perfetto, un po' in fuori, rotondo, adatto per un tanga, ... e se poi mi facesse anche un pompino... Lei mi guarda e sorride in un silenzio che io interpreto come una sua disponibilità
- Stasera poi, non avrai problemi? - mi chiede senza malizia. Io le spiego che è peggio se arrivo esasperato con lo sperma fino agli occhi, lei annuisce e mi chiede di seguirla. Attraversiamo vari ambienti pieni di figa e, fermandosi dietro una mora dai capelli lunghi seduta davanti ad una macchina da cucire mi chiede se Elga può andare bene.
- Dovrei controllare - dico io. Le due donne si scambiano alcune frasi in una lingua che non conosco, alla fine Elga si alza e segue Verusca che arrivata in fondo all'ambiente entra in un locale chiuso a chiave. Io chiudo la fila e, da quello che vedo sotto il camice, la ragazza non solo ha un culo stupendo, ma lo sbatacchia che è un piacere. Siamo in una specie di magazzino, ci sono rotoli di stoffe e scatole accatastate. Verusca fa piegare in avanti la ragazza facendola appoggiare su un banco da taglio a pancia in giù. I tacchi le spingono il culo in su, più in alto della schiena, già il corto camice è salito ed intravedo delle autoreggenti, ma Verusca, senza esitazioni,le alza completamente il camice scoprendo un culo meraviglioso. Due natiche rotonde e sode che subito controllo accuratamente, in mezzo alla fessura passa un tanga tanto minuscolo che quasi non si nota, Verusca afferra quel minuscolo pezzettino di stoffa e lo cala fino alle ginocchia, ma per far questo si è praticamente chinata davanti a me. Io non resisto più, le afferro la testa fra le mani e la porto sul mio ventre. Sento che mi morde il cazzo attraverso i calzoni, poi armeggia con le mani sulla patta. Sento il sensuale tocco delle sue dita sull'uccello e finalmente la sua calda e umida bocca sulla cappella. Brava Verusca, ci sai proprio fare, nell'ufficio della padrona ti devi essere eccitata e ora vuoi ricambiare. Nel cercare sostegno, mi appoggio al culo di Elga che rimane impassibile senza fare una piega. Le mie dita scivolano verso il suo sesso, sfiorano il buco del culo e arrivano alla figa. La sento asciutta, ma a forza di tastare sento che si sta sciogliendo. Con due dita arrivo al buco di entrata, non entro ma ci giro intorno lentamente e con garbo, sento che la ragazza si sta eccitando, prima lentamente, poi sempre di più. Continuo girare intorno con le dita senza entrare, lei adesso è completamente bagnata e si agita, mugola e si contorce. Sento una sua mano che da sotto si unisce alla mia. Con la mano spinge la mie dita ad entrare dentro di lei, e con i movimenti del corpo alla fine riesce ad infilarsele dentro. Una volta dentro le mie dita iniziano a muoversi freneticamente come se stuzzicassero le corde di un mandolino, lei apprezza, si agita e urla sempre di più. Intanto Verusca sta succhiando alla grande, non credo proprio di poter resistere a lungo. Ho proprio voglia di venirmene. Ho qui davanti a me un culo da favola e, tanto per gradire infilo dentro al buco del culo il pollice, una figa vogliosa e bagnata che sto sditalinando alla grande, una bocca da professionista, non saprei proprio cosa scegliere ma non ho il tempo di farlo. Verusca con fare sapiente mi accarezza le palle, mi mena il cazzo, mi succhia la cappella ed io non posso far altro che venirmene copiosamente dentro la sua bocca. Che pompino fantastico, una situazione perfetta: mentre armeggi su un culo e su una figa di una ragazza completamente disponibile, un'altra ti succhia fuori tutto lo sperma che hai dentro, il massimo!.
Ci ricomponiamo e davanti alla macchinetta del caffè ci diamo appuntamento per le 18.
Saluto ed esco. Non mi sembra vero, forse ho sognato, è troppo bello, non vorrei avere immaginato tutto e stasera trovarmi davanti al commercialista. Mi aggiusto il pisello, non c'è dubbi: me ne sono venuto alla grande. A stasera dunque per il grande spettacolo!
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