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Buon giorno dottore, vorrei fissare un appuntamento per una accurata visita -
Daniela si è finalmente decisa, la sua amica le ha dato il nome di questo bravo dottore in città, e vuole fare questo benedetto controllo. Non si sente di andare dal dottore di paese, o tanto peggio dal ginecologo amico di famiglia, sarebbe imbarazzante, è meglio da uno sconosciuto.
- Pronto? - ripete Daniela sentendo il silenzio dall'altra parte della cornetta
Finalmente una voce quasi incerta
- Qual'è il problema? -
- Niente di particolare, ma è tanto che non faccio una visita di controllo dal ginecologo -
- Ah! Dal ginecologo... ma il mio nome chi gliel'ha dato? -
- Una mia amica, mi dice che lei è bravissimo, la prego prima possibile..-
- bhe, venga domani alle sette di sera, sa il mio indirizzo?
Daniela chiede conferma dell'indirizzo da lei conosciuto, da il proprio nome, ringrazia e attacca.

Daniela era rimasta un po’ perplessa da quella telefonata, il dottore le era sembrato un po’ sorpreso. Eppure la sua amica le aveva dato il nominativo e le aveva detto che era molto bravo. Anche in quella occasione era rimasta perplessa. Il giorno prima era seduta al bar con la sua cara amica e stavano parlando della loro vita. La sua amica stava divorziando mentre lei era annoiata. - “Sono stanca” stava dicendo alla sua amica “sempre le solite cose, mai che succeda qualcosa di interessante. Mi piacerebbe che succedesse qualcosa di insolito, che mi facesse sentire elettrizzata”. – “Tu hai bisogno di cazzo” aveva pensato la sua amica “ci penso io a farti divertire”. Poi avevano cominciato a parlare della salute e si era ritrovata con un numero di telefono in mano e con la sua amica che la stava convincendo che doveva per forza fare una visita ginecologica. – “se non lo chiami tu, lo faccio io per te. E’ bravo fidati. ” ma intanto pensava “Il mio avvocato é un gran figo vedrai che ti farà divertire” . – Che strano - aveva pensato Daniela - la mia amica non è mai così insistente e poi ha uno strano sorriso, quasi beffardo - .

Vittorio è sconvolto, non sa se è uno scherzo, lui è dottore, ma si è laureato in legge, dietro la sua scrivania troneggia in bella vista il Master che ha fatto in america presso la NYU!
Finora ha curato cause di divorzi, ma in fondo l'idea che se avesse studiato medicina e , come ginecologo, potesse sfrugugliare nelle fighe delle sue pazienti lo ha sempre stuzzicato.
E' imbarazzatissimo, non può certo prendere in giro quella donna, pensa di dirgli dell'equivoco appena la vedrà entrare. In città in effetti c'è un dottore con il suo stesso nome, ma non lo conosce nemmeno, non sapeva neanche che facesse il ginecologo.
Certo che un diavoletto dentro di lui è scattato subito, guarda caso le ha dato l'appuntamento alle 19 giusto quando la segretaria se ne va via.
L'idea di poter giocare al dottore quella notte non lo fa dormire e il giorno dopo, man mano che si avvicina l'ora fatidica, diventa sempre più agitato.
"Ma sì, mica la ricevo con il camice bianco, non ho nemmeno un lettino per visitarla, vedrai che l'equivoco salta subito fuori e ci faremo una risata" pensa Vittorio e alla fine decide di giocare al dottore.
- Allora dottore io me ne vado - E' un saluto standard che la segretaria fa tutte le sere ma quella sera lo fa trasalire, sono già le sette, e improvvisamente non sa più che fare.
Proprio nel momento in cui la segretaria sta uscendo dal portone dello studio, compare Daniela
- E' qui il dottor...- chiede Daniela
- Si è nel suo studio, la prima porta a destra... - risponde prontamente la segretaria che ha già il cappotto addosso e non sa se annunciare la nuova cliente. Poi decide che potrebbe essere una visita personale privata, fa entrare la donna e uscendo chiude la porta.
- Permesso... - chiede Daniela
Vittorio compare sulla porta dello studio con un sorriso smagliante e con un gesto la invita ad entrare
"Cazzo che rossa, che corpicino da schianto" pensa Vittorio mentre riesce solo a dire - Prego -
"Figo, che bel ragazzone, io da questo mi farei volentieri far fare molto di piu' di una visita ginecologica. Altro che le farmi introdurre solo il dito" pensa Daniela sentendo che si sta eccitando.
L'idea di farsi toccare proprio lì, da uno sconosciuto invece di imbarazzarla la sta facendo eccitare. Pensa che fra poco sarà nuda con le gambe larghe davanti a lui che le infilerà le dita dentro la figa, e il pensiero la turba sempre di più. Poi chissà perchè, osserva le mani del dottore: ha mani grandi e lunghe dita, le sente già dentro di se, si eccita. Infine riesce anche a guardarlo negli occhi: ha uno sguardo molto dolce e intenso, non riesce a credere a se stessa perchè un pensiero sempre più ossessivo la pervade: "io questo me lo faccio!".
Lui la invitata ad adagiarsi su una loungechair del salotto, ha avvicinato una poltroncina e si è seduto vicino, la donna allungandosi sulla comoda seduta lascia distrattamente che la gonna si alzi quel tanto che basta da far intravedere il pizzo delle calze a mezza coscia.
"Normale" pensa Vittorio "fra un po’ dovrà spogliarsi tutta, anche se ora mi lascia intravedere un po’ di coscia, deve essere normale".
Normale una sega! Vittorio è completamente perso, l'idea che fra poco potrebbe infilare un ditino nella figa di quella donna, a lui completamente sconosciuta, lo sta facendo eccitare e nello stesso tempo lo blocca.
Daniela si accorge che c'è qualcosa di strano, quell'uomo è impacciato, sta fissando le sue cosce in maniera del tutto poco professionale, forse è alle prime armi, forse non so, ma la cosa la fa eccitare ancora di più , e non sa nemmeno lei se è un gioco o ....
"Oddio" pensa Daniela " vuoi vedere che la mia cara amica mi ha fatto un bello scherzo."
Non puo’ essere, non lo farebbe mai, o forse si. Sicuramente mi sto sbagliando. Il fatto e’ che questo dottore e’ un gran bel dottore e quindi vedo cose che non ci sono. Sicuramente questo e’ lo studio dove si parla un po’, mentre l’ambulatorio con il lettino e tutto il resto e’ dall’altra parte. Sicuramente non mi sta fissando le cosce, sono solo mie fantasie.
Daniela si aspetta qualche domanda, ma visto che quell’uomo sembra fissarla e basta comincia:
- Sa dottore, non ho nessun tipo di problema, pero’ fare una visita di controllo ogni tanto credo che sia giusto. Mi ha dato il suo nominativo la mia amica. Si ricorda di lei?-.
A Daniela non sfugge la veloce espressione di stupore che appare sul viso dell’uomo appena ha pronunciato il nome della sua amica.
– Questo non sembra proprio uno studio medico – continua a pensare – certo che se lui non fosse un ginecologo sai che imbarazzo… pero’ sarebbe anche molto eccitante… farmi infilare le dita nella figa da uno sconosciuto che vuol giocare al dottore…. –
Si guarda in giro si accorge della targa dietro la scrivania. Non dice nulla. Si sente gia’ bagnata. Se lui vuol giocare, lei di certo non si tira indietro.
Vittorio si avvicina, con la bocca quasi le sfiora l’orecchio, e con voce dolce e sensuale le confida
- Non sono un medico, però ho una cura miracolosa, chiudi gli occhi e lasciati andare, vedrai che dopo ti sentirai meglio –
Daniela rimane quasi ipnotizzata da quella voce rasserenante e dal caldo respiro di lui che sente sull’orecchio. Chiude gli occhi, ubbidendo come un automa, mentre sente la bocca di lui posarsi sull’orecchio e poi scendere scivolando lungo tutto il viso fino a raggiungere la bocca. Si scambiano un dolce e tenero bacio, quasi tremante. Lei rimane ad occhi chiusi, e sente la bocca dell’uomo che non rimane ferma ma scende lungo il collo per poi risalire di nuovo fino all’orecchio. Nel frattempo sente anche la sua mano calda e leggera. Lui le ha accarezzato i capelli, il viso, è sceso lungo il collo, ha seguito il contorno della spalla, ed ora sta delicatamente accarezzando il seno. Con abilità ha sbottonato qualche bottone della camicetta e delicatamente la mano si è infilata sotto e sta sfiorando il reggiseno, arriva sul seno e sente il capezzolo dritto e duro come un chiodo. Vittorio è raggiante, pensa che quello è un semaforo verde e decide di continuare. Daniela ha deciso di non pensare più a niente e di lasciar fare, si sente eccitata, apre gli occhi e trova il suo sguardo dolce e rassicurante.
- Hai un corpo meraviglioso – dice lui, e poi per sdrammatizzare e scherzare un po’, mentre le palpa un seno
- Qui mi sembra che sia tutto a posto –
Ma la mano è gia scivolata giù lungo il corpo, con un movimento lungo, lento e deciso arriva fino al pube e qui indugia e preme.
Sorridendo, con le labbra che si sfiorano quasi in un bacio, lui afferma
- Qui c'è sotto qualcosa, bisogna controllare meglio –
Daniela, non riesce a controllarsi, quella mano la sta facendo impazzire, si agita ed emette un mugolio, e poi per sdrammatizzare, pensando che il gioco potesse farla sentire meno imbarazzata
- E' grave dottore? -
- Devo vederci chiaro, spogliati -
E, senza aspettare, Vittorio , con entrambi le mani, le alza la gonna lentamente, come fosse un sipario.
Si scoprono le calze a mezza coscia, il reggicalze, la coscia nuda e, finalmente, le mutandine. Nere lucide, sembrano di seta, i bordi hanno dei farpali ondulanti e sembra intravedere quello che c'è sotto.
Daniela non solo lascia fare, ma in preda dell’eccitazione allarga anche leggermente le gambe.
Le mutandine coprono un triangolino sul pube poi, sul monte di venere ripiegano in giù e disegnano la forma delle grandi labbra con la spaccatura al centro, per poi sparire fra le due natiche. Lui può osservare minuziosamente e avvicinando un dito appena a sfiorare la figa
- qui sembra gonfio –
A Daniela quella lentezza sembra una tortura, con frenesia inizia a spogliarsi: si sfila la gonna, la camicetta, si sgancia il reggiseno e con decisione si toglie anche le mutandine.
Vittorio ha raggiunto la massima eccitazione, la visione di quel corpo nudo davvero ben fatto è davvero piacevole. Ci si butta sopra con entrambi le mani come se dovesse impastare. Accarezza il pelo del pube, risale sulla pancia, agguanta entrambi i seni, risale a sfiorare il collo e, mentre si siede anche lui sulla chaise-longue rivolto verso di lei, le prenda la testa fra le mani e la ribacia stavolta con passione. Lei è grata di tanta dolcezza, allunga una mano sui pantaloni di lui e trova il cazzo duro.
Lui, rassicurato da quel gesto, si alza, si spoglia, si leva anche la cravatta e rimane solo con la camicia sbottonata sotto la quale spunta un cazzo duro di buone dimensioni. Si inginocchia fra le gambe di lei e riprende a giocare. Tocca e lecca tutto. Prima si concentra sul clitoride, lo tocca, lo morde, lo succhia, poi scende seguendo l'andamento delle piccole labbra che turgide, eccitate, rosa, ondulanti come un drappeggio, fuoriescono dalle grandi labbra sottolineando il contorno del buco di entrata. Le tocca, ne segue il solco esterno fra loro e le grandi labbra, poi internamente fino ad arrivare al buco della vagina che sta copiosamente emettendo un umore viscido e invitante. Con la lingua arriva ancora più in giù, fino quasi al buco del culo. Assapora odore di pulito, molto probabilmente lei si è lavata accuratamente prima dell'appuntamento. Infine decide di ispezionare dentro. Inizia con la lingua, non è tanto lunga ma si agita che è un piacere. Da come si contorce lei da segni di apprezzare. Poi ci prova con uno due e più dita, ma il gioco diventa sterile, non vede l'ora di infilarci dentro il cazzo. Lui solleva la testa sorride.
Lei lo guarda e urla di scoparla di ficcargli dentro il cazzo fino in fondo, di darglielo tutto. E sia, ecco finalmente la cura!
Vittorio la tira verso di se in modo che il culo appoggi sul rialzo della chaiselongue dove dovrebbero stare le gambe, non sa se lei è comoda, ma certamente la figa in questa posizione è completamente aperta e pronta a riceverlo, ci appoggia il cazzo che senza sforzo , con la massima naturalezza, scivola dentro. In effetti la posizione è un po' scomoda ed senza troppa fatica si ritrovano sdraiati in terra su un tappeto pulito.
Nella caduta lei si e’ ritrovata sopra di lui. Le piace molto quella posizione perche’ il cazzo si sente tutto bene dentro e poi ha una certa liberta’ di movimento.
In genere sarebbe piu’ tranquilla, comincerebbe mettendogli le mani unite sul ventre che risalendo lentamente si aprirebbero sul petto e sempre lentamente andrebbero fino alle spalle, a quel punto quasi completamente sdraiata su di lui comincerebbe a baciagli il petto e giocare con la lingua con i sui capezzoli e a strusciare il suo seno contro il corpo di lui.
Ma in questo momento lei e’ gia’ cosi’ eccitata, non ha voglia di giocare, vuole solo sentire il cazzo di lui che gli entra fino in fondo. Si alza a si abbassa sopra quel cazzo duro e vigoroso, aiutata dalle mani di lui che da sotto il sedere sembrano dare il ritmo. Ma lei vuole il suo ritmo. Con le mani cerca le mani di lui, le prende, sale lungo le braccia e si attacca saldamente appena sotto i gomiti. A quel punto si butta all’indietro e tirando per le braccia e spingendo con il bacino contro il sesso di lui comincia la sua cavalcata.

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