Dopo alcuni giorni immerso nel suo lavoro di scrittore Rodolfo si accorse di aver terminato le pastiglie per la pressione. Si recò pertanto nello studio del medico del paese, situato in una vecchia villa sulla costiera. Aprendo la porta della sala d’attesa teneva gli occhi bassi e scorgendo la presenza di un’altra persona, alzando gli occhi progressivamente come in una carrellata cinematografica, Rodolfo scorse: ”un paio di scarpe di vernice con tacco mozzafiato, due caviglie nude e un paio di gambe lunghissime, una minigonna, due tettone da sballo coi capezzoli duri che sembravano bucare la maglietta e infine quella gran faccia da troia di Angelica che gli sorrideva. “Ciao come va?…. Come mai anche tu qui?”… “Niente di grave”… parole di circostanza…. Rodolfo ridendo le disse: “ho una strana malattia che si accentua quando ti sto vicino, mi si gonfia tutto, non so forse tu puoi fare qualcosa”. Anche lei ride e molto sfacciata mi appoggia una mano tra le gambe strizzandomi il cazzo. “Certo che vestita così mi fai venire proprio voglia, poi andiamo da te?” dice lui “No ho voglia di farlo subito” risponde Angelica “Siamo soli, il dottore è impegnato in una visita e ne avrà per molto, di là c’è una saletta coi letti vieni”. I due sono già bollenti, pochi convenevoli, si tolgono i vestiti, lei si sdraia e lui è già sopra che la monta. Sono impegnati in una grande scopata assorti, travolti nel piacere. Lei si tiene le gambe aperte e lui le affonda dei gran colpi di cazzo nella figa, forse hanno fatto un po’ di rumore… la porta infatti si apre… loro continuano a darci dentro senza accorgersene… è Angelica aprendo gli occhi all’indietro nello spasmo dell’orgasmo ad accorgersi per prima della presenza nella stanza dell’infermiera. La ragazza evidentemente è da un po’ che li sta guardando, una bella mora, capelli lunghi lisci, si è aperta il camice mostrando come sotto indossi solo un perizoma e due tettine sode coi capezzoli in tiro.senza parlare angelica allumga un braccio indietro, serra lamano a cucchiaino tra le gambe della morettina, strizza la fighetta e l’attira verso di sé. Rodolfo alza la testa apre gli occhi e si ritrova le tettine della giovane davanti alla faccia, non crede quasi alla scena neanche nei romanzi ha letto tanto. Intanto Angelica da sotto ha scostato gli slip leccando dolcemente le labbra e il clito dell’infermierina che si lascia sfuggire un gemito di piacere. “Allora Rodolfo ti piace questa situazione?” chiede Angelica “Ora voglio ecitarmi a guardare come ti lavori questa zoccoletta” Così dicendo afferra la testa della ragazza e la spinge decisamente verso il cazzo di Rodolfo “Prendilo in gola e facci vedere cosa sai fare!” La moretta parte con un gran risucchio alla cappella mentra Angelica si sdraia sul letto antistante giocando con la sua passera e godendosi la scena ha le cosce oscenamente spalancate e si sta masturbando di gran gusto quando proprio davanti a lei si apre la porta e questa volta è il medico a rimanere folgorato dalla sorpresa di quella vista. E’ un uomo serio, maturo, professionista, ma vedere quella figa giovane aperta non gli fece capire più nulla e al resto pensò Angelica dicendo “Ah bel dottorino mancava giusto lei, venga a visitarmi che mi sento tutta irrequieta”. Lui chiuse la porta e si avvicinò, si tolse il camice, sotto era un bell’uomo, brizzolato, fisico atletico e abbassandosi i boxer offrì ad Angelica l’insospettabile sorpresa di un grosso cazzo già duro e pulsante. Angelica si attaccò subito a quel palo succhiandolo fino in fondo. Intanto Rodolfo aveva già girato la moretta e wsbattuta la faccia in giù se la fotteva alla pecorina affondandole dei gran colpi di cazzo accompagnati da sonore pacche sul bel culo tondo di lei. Era una scena da inferno dantesco dal ludibrio boccaccesco. I quattro stavano dando vita a un’orgia oscena. I due uomini seppur più maturi si stavano lasciando guidare i quella bolgia di piacere da quelle due vacche scatenate. Ora Rodolfo estraeva il cazzo dalla figa picchiandolo con un sol colpo deciso nel culetto stretto della porcellina che aveva sotto facendola letteralmente urlare per la sorpresa. Il dottore infoiato da quella scena col cazzo duro come il legno e perso ogni controllo disse: “Anch’io voglio incularti lurida troia” E alzatale una gamba, aprendole le chiappe si sputò sulla grossa cappella dirigendo il missile verso il buchetto tremante di Angelica che sbrodolante di piacere si accinse a prendere quel grosso torello dicendogli frasi oscene.
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