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Rossella era la mia segretaria da anni, non l'avevo mai vista dal punto di vista sessuale, aveva poco più di quarant'anni, ben messa, forse un po’ in carne, seno grosso e vistoso. Mi accorsi di lei un giorno che mi passò irritata una telefonata di una donna, niente di particolare una cliente che voleva una consulenza, ma lei mi fece capire che era dispiaciuta dal tono confidenziale. Era sposata con due figli, non avrei mai pensato a lei come un soggetto per fare sesso, ma da quel momento cominciai a guardarla con altri occhi, i miei sguardi si soffermavano spesso sulla scollatura delle sue camicette, sui di dietro dei sui pantaloni attillati. Un pomeriggio, c'era da finire un lavoro le chiesi di fermarsi in ufficio oltre l'orario, quando tutti se ne furono andati, la chiamai col citofono per stenografare una lettera, quando entrò sorridente, con il bel viso fresco, il tailleur nero, la camicetta bianca, sbottonata sin la limite della decenza, non riuscii a resistere, l'abbraccia, lei fece la ritrosa
"Ma dottore che fa, dobbiamo lavorare, siamo stati sempre corretti…"
Non risposi, la tenne stretta a me e cercai la sua bocca, resistette meno di un secondo, schiuse le labbra ai miei baci, le sue mani mi strinsero, mentre io le carezzavo la schiena, sollevai la giacca e infilai le mani nei calzoni, sentii le natiche fresche e sode sotto le dita, la baciai con più violenza cercando di spogliarla, lei mi spinse via
"Dottore chiuda la porta, chiuda tutto"
Chiusi la porta a chiave e quando mi voltai lei aveva solo la camicetta bianca sbottonata ed il reggiseno, mi sedetti sulla poltrona e l'attirai a me, lei si mise a cavalcioni delle mie gambe, la baciai, poi le feci uscire le poppe dal reggiseno, erano sode, deliziose, calde e profumate, le leccai, le baciai, morsi e succhiai i capezzoli, mentre lei mi carezzava il capo. Intanto le carezzavo le cosce nude, tornite, lisce, il ventre completamente depilato, le mie dita seguirono la fessura della fica, la penetrarono mentre incessantemente la mia bocca le succhiava il seno, lei si agitava sopra di me, improvvisamente la sentii irrigidirsi ed un fiotto caldo di urina mi inondò la mano che la stava masturbando
"Oh Dio, scusa, non sono riuscita a trattenermi, quando godo mi succede, che vergogna, scusami, scusami"
Anch'io ero imbarazzato, ma la cosa mi eccitò di più, la feci alzare, calmandola con voce suadente, mi tolsi gli abiti intrisi di urina, mi chinai davanti a lei e affondai il viso nel suo ventre con la lingua leccai le ultime gocce e la incitai
"Ancora, fallo ancora, fallo ancora, qui sulle mie labbra"
Lei mi prese la testa fra le mani attirandomi a se, sentii ancora il liquido caldo e aspro sulle mie labbra, leccai mentre lei gemendo spremeva le ultime gocce, mi alzai
Lei si chinò davanti a me, le puntai il cazzo contro il viso, lei aprì la bocca offrendosi deliziosamente, mi spinsi più avanti e glielo misi fra le labbra aperte lei lo accolse a occhi chiusi, lo succhiò con movimenti lento del capo, tenendolo con una mano e masturbandomi delicatamente, mi sarebbe piaciuto venirle in bocca ma avevo altre mire. La feci alzare, mischiammo i nostri liquidi in un altro bacio furioso, poi la feci voltare facendola appoggiare alla scrivania, la feci piegare in aventi il seno poggiato sul piano di legno, le sfregai il cazzo fra le natiche, lei si muoveva eccitata
"Mettilo, dai mettimelo, ti prego, non resisto"
Lo infilai nella fica bagnata, ma lo ritrassi subito, con la cappella lubrificai il culetto roseo, lei si scansò, lo rinfilai nella fica e la pompai un paio di volte
"Si così, cosììì forte, ti prego"
Ma io lo sfilai di nuovo e lo poggiai sull'ano, fece une lieve resistenza, era abituata a quel tipo di rapporto l'ano era morbido e rilassato, cedette, si rilasso, lentamente la penetrai con le mani sulla schiena, sotto le mie dita sentivo i muscoli giovani fremere di piacere mentre la penetravo nello sfintere elastico con colpi sempre più violenti e mentre lei mi accoglieva niente affatto addolorata
"Uhhh si , mettilo forte, si, si, si…"
Era un si ad ogni mio colpo dentro di lei e i "si" divennero mano mano più veloci e la sua voce più roca, mentre i miei colpi diventavano più forti e più, la tenevo stretta contro il tavolo mentre il ventre rimbalzava contro le sue natiche, e alla fine venni dentro di lei, che mi pregò
"No, non andare via, voglio godere anch'io, accarezzami, continua, continua ti prego"
Mi trattenni dentro di lei che si dava piacere con le dita sulla fica fino ad avere un orgasmo senza limiti, con grida e tremiti, poi si rilassò sulla scrivania come una vittima sacrificale. Andai nel bagno attiguo a cercare un abito asciutto, tornai che era ancora nuda, il trucco sfatto, discinta ma bella, mi sorrise, la strinsi a me
"Rosy non avrei mai pensato una cosa del genere tra noi"
"Ma ora lo sai, ti ho dato tutto alla prima volta, adesso non mi tratterò più, faremo molti straordinari vero dottore ?"
Guardammo imbarazzati la macchia di bagnato sulla moquette, poi la vidi prendere il vasi di fiori che avevo sulla scrivania lo inclinò in modo che la pozza d'acqua si mischiasse alla sua urina vezzosamente mise una mano sulla bocca
"Ohhh è caduto il vaso"
Ridemmo felici, si rivestì, l'accompagnai sino alla fermata dell'autobus
"Dottore, a domani, spero che lo straordinario sia stato soddisfacente"



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